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C'è posta per te

22/05/2011 10:00

Antonella Sugameli

Recensione Film,

C'è posta per te

Norah Ephron sceglie Tom Hanks e Meg Ryan per una commedia che si ispira a Ernst Lubitsch

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Il fascino imperituro della carta stampata, che ha reso famosi gli indimenticabili protagonisti di Scrivimi fermo posta di Ernst Lubitsch, muta i connotati della fascinazione adeguandosi ai tempi, ma mantenendo vive alcune delle caratteristiche espressive e contenutistiche originarie.


Joe (Tom Hanks) e Kathleen (Meg Ryan) s’imbattono l’uno nell’altra grazie a una chat room e, attraverso un fitto scambio di e-mail, giungono a raccontarsi e a conoscersi. Ma senza spingersi troppo nel profondo. Decidono, infatti, di mantenere segreta l’identità e la propria vita privata. Ma galeotto fu un acquisto nel suggestivo “Shop around the corner” (citazione del famoso film di Ernst Lubitsch): e senza saperlo Joe Fox, imprenditore di successo e ideatore della catena di Book Store Fox, incontra Kathleen, proprietaria del negozio di libri per bambini ed esperta di pubblicazioni per l’infanzia. Kathleen altri non è che la donna con cui intrattiene una segreta corrispondenza telematica. Ma, se il rapporto via etere funge ai due da lettino dello psichiatra e da strumento per le proprie catarsi quotidiane, i loro incontri non riscuotono lo stesso successo in termini di feeling e affinità intellettuale, almeno in apparenza. Più ti dico "ti odio", più forse, in realtà non ho il coraggio di dirti "ti amo". Tra fraintendimenti, intrecci sentimentali privi di pathos, in cui i protagonisti sono coinvolti, si accende pian piano l’amore fra i due venditori di libri. E sarà proprio il surrogato telematico ad unirli più di quanto non faccia la passione che li accomuna.


Film che racconta la società e le sue evoluzioni, il modo di comunicare e di raccontarsi. A far battere il cuore dei due protagonisti non è lo squillo di un telefono, come poteva succedere agli inizi del ‘900, né la magia di una busta chiusa, bensì un trillo ed un messaggio in video che annuncia “you have got a mail”. E nell’attesa di leggere il contenuto del messaggio si riempie di aspettative uno spazio diversamente vuoto. Norah Ephron sceglie Tom Hanks e Meg Ryan, coppia già collaudata sullo schermo per aver interpretato un’altra nota commedia sentimentale, Insonnia d’amore, e sfida il pubblico nella fruizione di un classico, rivisitandolo in chiave moderna. Alcune parti del film riprendono la pellicola originale, omaggiando l'opera di Ernst Lubitsch, che nonostante il tempo rimane un assoluto capolavoro di sceneggiatura ed intreccio. Il remake, purtroppo, tende a dilungarsi in alcune sequenze, perdendo così di slancio emotivo. Il film ha lo stesso sapore di un buon vino stappato e lasciato all’aria. Dopo qualche ora ha perso tutti i suoi profumi e le sue fragranze. Plauso alla regista, comunque, per aver coraggiosamente osato l’impresa, a dire il vero ardua. Davide contro Golia funziona nel mito, nel cinema un po’ meno se il Golia di turno è Mr. Lubitsch, dal tocco inconfondibile.



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