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The Tunnel

02/06/2011 10:00

Maurizio Encari

Recensione Film,

The Tunnel

The Tunnel è un esperimento innovativo...

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The Tunnel è un esperimento innovativo. Non tanto per la sua pura essenza cinematografica, ma per il metodo di distribuzione scelto dai produttori, affidatisi alla rete torrent. Chiunque può infatti scaricare legalmente quest'horror australiano (in patria uscito anche in edizione dvd classica) senza nessun costo aggiuntivo, se non la possibilità di comprare simbolicamente per una cifra davvero esigua uno dei 135.000 frame che compongono la pellicola. Un'operazione coraggiosa che, se riscuotesse un certo successo, potrebbe davvero cambiare per sempre sia il mondo del peer to peer che quello dell'home video. In attesa di osservare se il futuro gli darà ragione, non ci resta che inoltrarci nelle oscure profondità della terra.


Diretto da Carlo Ledesma e sceneggiato da Enzo Tedeschi (nomi che tradiscono chiare origini italiane) in collaborazione con Julian Harvey, The Tunnel è un mockumentary classico, seguendo pari passo il filone, amato e odiato, rilanciato nel 1999 da The Blair Witch Project, e che negli ultimi tempi sta subendo un'inflazione (complice il successo della saga di Paranormal Activity), potenzialmente pericolosa e che rischia di far collimare il genere. Capita spesso di trovarsi dinanzi a prodotti dozzinali, sia nella scarsa, ma obbligata, qualità visiva, che, fattor più grave, nell'impianto narrativo, laddove qualsiasi leggenda urbana o bosco isolato assume di fatto a nuovo antro del terrore più misterioso. Questa volta tocca nientemeno che ai sotterranei di Sidney ergersi a teatro dell'orrore.


La storia comincia quando il progetto del governo di recuperare ingenti quantità d'acqua dai tunnel che si trovano sotto la città va inspiegabilmente in malora. È così che Natasha (Bel Deliá), ambiziosa giornalista, sceglie di reclutare una squadra per indagare sul posto. Del team fanno parte Pete (Andy Rodoreda), suo vecchio amico e collega, il cameraman Steve (Steve Davis) ed il fonico Tangles (Luke Arnold). I quattro entrano illegalmente nella struttura (l'accesso era stato negato a chiunque per motivi non del tutto chiari) per girare il servizio, ma qualcuno li sta osservando nell'oscurità. E quando Tangles scompare improvvisamente, capiranno di avere a che fare con una creatura misteriosa che vive nelle profondità del tunnel.


Cercare originalità in prodotti del genere è impresa ardua, e infatti la narrazione si muove sui classici canovacci del filone. L'accaduto viene raccontato attraverso i flashback di Steve e Natasha, intervistati a posteriori, e questo lascia già intuire chi tra i protagonisti riuscirà a salvarsi e chi no. Le riprese, effettuate con la camera a mano, riescono a incutere una buona dose di inquietudine amplificata dall'effetto claustrofobico garantito dall'ambiente, nonostante questo implichi nelle scene più concitate una certa confusione. Il design della creatura, che viene mostrata soltanto attraverso i filtri della visione notturna, pare ricordare quello del mostro della laguna di hammeriana memoria, e, complice un buon lavoro in fase di mixaggio audio, qualche momento di tensione è garantito. Appena discreta invece la performance dei protagonisti umani, ma è un difetto (pregio?) di questo "cinema verità" che pretende realismo nell'irreale. Sì, poiché naturalmente, come regola vuole, i filmati sono spacciati per veri sin dai titoli di testa, nonostante il pubblico sappia preventivamente di assistere ad un'opera di pura finzione. Nei suoi ricercati limiti, e contestualizzato alla sua realtà cinematografica, The Tunnel non è meglio né peggio dei tanti mockumentary disponibili oggi sul mercato. Per gli appassionati, questo può già bastare.



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