
Odissea Adriatica: cinema e umanità ad Ancona
Dal 17 al 20 settembre avrà luogo ad Ancona la prima edizione di Odissea Adriatica - Festival di Cinema e Umanità , la nuova iniziativa del capoluogo marchigiano che coniuga la settima arte con l’impegno delle associazioni umanitarie. La rassegna nasce per raccontare le storie che attraversano il mare: rotte, speranze e destini, migrazioni, condizioni sociali e difficoltà di integrazione nei luoghi di arrivo, utilizzando la riflessione proposta dal cinema come chiave di lettura. Durante il festival, l’arena e la sala si trasformano in uno spazio di visione condivisa, dove la proiezione non è mai soltanto fruizione, ma diventa esperienza critica e collettiva aperta a tutti. Il progetto è sostenuto dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Ancona e gli appuntamenti sono promossi da alcune delle 32 associazioni aderenti.
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Nella cornice dell’Arena del Cinema Teatro Italia saranno proiettati film, ma non solo: si terranno dibattiti, presentazioni di libri, mostre e performance musicali, il tutto sotto il cielo di settembre, negli ultimi giorni dell’estate prima dell’equinozio d’autunno. Alle serate sarà presente anche Silenzioinsala come Media Partner ufficiale del festival.
La serata inaugurale dedicata a Marjane Satrapi
Giovedì 17 settembre il festival si aprirà con un omaggio alla fumettista e regista franco-iraniana Marjane Satrapi, scomparsa lo scorso giugno. Il suo lavoro artistico e il suo impegno saranno ripercorsi dalla critica cinematografica e autrice radiofonica Barbara Sorrentini. L’omaggio culminerà con la proiezione di Persepolis (2007), la sua opera più celebre e amata, realizzata insieme a Vincent Paronnaud. Un invito a ricordare Satrapi e, attraverso il suo sguardo, a ripensare le vicende dell’Iran, la condizione delle donne, l’esilio e la libertà individuale. Non è casuale che Odissea Adriatica scelga proprio Persepolis per inaugurare una manifestazione dedicata alle migrazioni e alle identità che attraversano i confini: l’esperienza individuale diventa racconto politico e memoria collettiva, uno dei modi più potenti attraverso cui il cinema può restituire complessità a eventi troppo spesso ridotti a numeri o cronaca.
Le Tre Stagioni di Selanik e il cinema delle migrazioni
Venerdì sera sarà invece protagonista Le Tre Stagioni di Selanik (2024) di Filippo Biagianti. Ci sono storie che ancora non conosciamo e che soltanto il documentario riesce talvolta a portare sui nostri schermi. Questa verità la conosce bene Biagianti, che realizza un’opera sul campo profughi di Salonicco. Si tratta di un’Europa difficile per i più deboli, di un’umanità incompresa e silenziosa e del sostegno dei volontari in condizioni proibitive. La proiezione sarà impreziosita dalla presenza del regista in sala, in dialogo con il pubblico. Lo stesso venerdì il programma prevede anche la presentazione di Geografia del Passaggio con il regista Giacomo Maroni e con Gian Andrea Franchi e Lorena Fornasir, fondatori dell’associazione Linea d’Ombra. Il documentario diventa così uno degli strumenti privilegiati della manifestazione per riportare al centro le persone dietro le rotte migratorie, secondo quella vocazione civile che attraversa l’intero festival.
Donne, resistenza e libertÃ
Non soltanto film per una manifestazione che vuole abbracciare linguaggi diversi. Sabato 19 settembre la giornalista Angela Iantosca presenterà il suo libro Donne. Resistenza. Libertà . (2026): ventuno storie di donne afghane che lottano contro il regime talebano e che, proprio per questo, sono state costrette a fuggire senza però arrendersi. L’autrice dialogherà con Shaista Karimi, rifugiata afghana e operatrice umanitaria, e con Tina Marinari, coordinatrice campagne di Amnesty International Italia. La condizione delle donne in Afghanistan è un tema che il cinema ha affrontato anche attraverso storie di guerra, repressione e resistenza femminile, ma qui sarà la testimonianza diretta a occupare il centro della scena. Il festival prova così ad affiancare alle immagini cinematografiche le parole di chi quelle condizioni le ha conosciute realmente, facendo dell’incontro pubblico un’estensione della proiezione e non un semplice momento accessorio. La giornata comprenderà inoltre la proiezione del documentario Portolani di Paolo Zitti e Ruben Lagattolla e, in serata, del film Clara (2026) di Marta Bergman.
Roberto Catani, animazione, musica e mostre
Tra i protagonisti della giornata conclusiva di Odissea Adriatica ci sarà Roberto Catani, uno degli autori più riconoscibili dell’animazione italiana contemporanea. Catani interverrà sul potere dell’animazione e presenterà al pubblico quattro dei suoi cortometraggi più rappresentativi: La funambola (2002), La testa tra le nuvole (2013), Per tutta la vita (2018) e Il burattino e la balena (2024). Un appuntamento che amplia ulteriormente i linguaggi del festival, ricordando come l’animazione possa essere uno spazio di sperimentazione cinematografica capace di attraversare generi e forme diverse.
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La domenica prevede inoltre la proiezione per l’infanzia di Principi e Principesse (2000) di Michel Ocelot, la presentazione del libro Come la cucina comanda di Gideon Kadiri e, in chiusura, l’esibizione dell’Orchestra di Piazza Ugo Bassi, progetto musicale interculturale promosso da TERZAVIA. Durante tutte le giornate del festival, nell’atrio del Cinema Italia saranno infine allestite due esposizioni: una mostra a pannelli dedicata alle Guerre Dimenticate e Dire Fare Curare - 32 anni di Emergency, dedicata alla storia e all’impegno dell’organizzazione umanitaria. Quattro giorni in cui cinema, libri, testimonianze, animazione e musica proveranno così a costruire uno spazio comune di confronto su migrazione, accoglienza e diritti, ricordando che dietro ogni rotta esistono prima di tutto persone, esperienze e storie da ascoltare.
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Programma completo: Odissea Adriatica - Cinema Teatro Italia





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