Il regista Malcolm Venville si cimenta in un’operazione non semplice: sintetizzare in meno di due ore gli oltre 50 anni di storia, 35 album pubblicati e oltre 2000 concerti che compongono la storia degli Iron Maiden. Il documentario racconta infatti l’evoluzione della band, dalla formazione a Londra nel 1975 per iniziativa del bassista Steve Harris fino al 2024, componendo un percorso dall’andamento abbastanza lineare, che trova i propri nodi focali nei principali concerti tenuti dalla band in giro per il mondo, negli avvicendamenti e ritorni che la band ha avuto nella propria formazione e nella dimensione umana di queste rockstar.
Un racconto costruito sulle testimonianze dei fan
Il racconto in immagini si compone di filmati d’epoca inframezzati dalle testimonianze a schermo di una serie di fan, scelti per rappresentare l’estrema varietà di appassionati che il gruppo ha saputo riunire: poliziotti, docenti universitari, giornalisti, avvocati… A questi si aggiungono alcuni fan d’eccezione, fra i quali Tom Morello dei Rage Against the Machine, Gene Simmons dei Kiss, Lars Ulrich dei Metallica, Scott Ian degli Anthrax, Simon Gallup dei The Cure e l’attore Javier Bardem. Interessante l’idea di affidare la narrazione degli eventi, oltre che ai fan già citati, agli stessi componenti della band, presenti però solo come voci narranti sui filmati d’epoca: l’effetto complessivo è di dare al “fenomeno Iron Maiden”, inteso come senso di comunità fra la band e i suoi fan, più rilevanza di quanta non sia data ai singoli musicisti. Un altro aspetto sonoro interessante è legato alla scelta di non migliorare la qualità sonora dei filmati d’epoca: la risultante è un progressivo miglioramento acustico del documentario, che da una parte trasmette il senso dell’avvicinarsi nel tempo degli eventi raccontati e dall’altra, a livello simbolico, l’affinamento delle competenze tanto dei musicisti quanto dei tecnici del suono dei Maiden.
Tanti temi e una mascotte entrata nell’immaginario collettivo
La struttura del documentario segue un andamento principalmente cronologico, ma affronta anche una serie di temi portanti: l’importanza del lato umano dietro il mito della rockstar; la rilevanza dei testi delle canzoni e il rapporto con letteratura, storia e arte; il valore della musica come strumento di fratellanza che trascende le barriere politiche e geografiche; il rapporto con i pregiudizi della società nei confronti di un tipo di musica considerato “di nicchia” e “diabolica”, a dispetto della qualità umana dimostrata a più riprese da interpreti e fan del genere. Largo spazio è lasciato alla genesi e alla rilevanza della mascotte Eddie nel successo della band. Se da una parte questa attenzione è meritata e l’approfondimento è interessante, al tema si lega anche l’aspetto forse meno accattivante del documentario, ovvero la presenza reiterata, e in alcuni passaggi troppo insistita, di sequenze di animazione d’epoca, che in vari passaggi denunciano la loro età e non aggiungono molto alla narrazione.
Un’opera celebrativa che può mettere d’accordo tutti
Nel complesso, con molte e comprensibili ellissi, il documentario è efficace nel ricostruire la traiettoria di una band diventata sinonimo dell’heavy metal, restituendo una dimensione umana, a tratti commovente, dei suoi componenti, con grande rispetto anche di quelli persi lungo la strada o che accompagnarono la band solo per brevi tratti. Dipanandosi lungo l’arco di mezzo secolo di attività, il racconto accompagna in un ricordo nostalgico i fan di vecchia data, che apprezzeranno i tanti dietro le quinte, e al contempo si pone come valido supporto per conoscere meglio il fenomeno Iron Maiden, sia per i nuovi fan sia per quanti, anche da non appassionati, avessero la curiosità di conoscerne la storia.
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Scheda Film
Titolo originale: Iron Maiden: Burning Ambition
Regia: Malcolm Venville
Sceneggiatura: David Teague
Interpreti: Steve Harris, Bruce Dickinson, Nicko McBrain, Adrian Smith, Dave Murray, Janick Gers, Clive Burr, Blaze Bayley, Paul Di’Anno, Tom Morello, Gene Simmons, Lars Ulrich, Scott Ian, Simon Gallup, Javier Bardem
Fotografia: Matthew Gormly, Jaimie Gramston, Stuart Luck, Jeff Tomcho
Montaggio: Jules Cornell, Dan Duran, Marc Hoeferlin, James Lester
Musica: Iron Maiden
Produzione: Universal Pictures Content Group
Distribuzione italiana / piattaforma: Universal Pictures International Italy
Durata: 106 minuti



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