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Elegia Americana (2020), nel cuore degli USA: la recensione del film Netflix con Glenn Close e Amy Adams

26/11/2020 22:57

Samantha Ruboni

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Elegia Americana (2020), nel cuore degli USA: la recensione del film Netflix con Glenn Close e Amy Adams

Ron Howard tenta un’incursione nel cuore dell’America di provincia, senza però riuscirci del tutto

Arrivato su Netflix il 24 novembre, Elegia Americana risulta fin dal principio un film fatto e confezionato per gli Oscar. La famiglia disagiata, l’attenzione per l’America “nascosta”, il romanzo di formazione, l’imbruttimento delle attrici protagoniste (Glenn Close e Amy Adams): il film sembra avere scelto con cura di raccontare tutto quello che all’Academy, ormai, sappiamo che piace. Elegia Americana pecca di superficialità e anche la storia è trita e ritrita.

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Ron Howard dirige una sceneggiatura di Vanessa Taylor: la vicenda è tratta dall’autobiografia omonima di J.D Vande, bestseller del 2016. Ritrae quella parte dell’America che ha votato Trump per spiegarla, senza mai giustificarla.

Vince (Gabriel Basso) è un ragazzo cresciuto con la madre, infermiera, Bev (Amy Adams), la sorella Lindsay (Haley Bennet) e la nonna Mamaw (Glenn Close). In un continuo andirivieni di flashback tra passato e presente, Vince ci parla della storia della sua famiglia: tra litigi, dipendenze e un futuro da costruire con le proprie mani.

Ron Howard tenta un’incursione nel cuore dell’America di provincia, senza però riuscirci del tutto. Tutto è così all’eccesso che diviene di conseguenza ancora più finto di quello che appare. I personaggi di Glenn Close e Amy Adams sembrano costruiti apposta per portare le due attrici agli Oscar, con interpretazioni che devono più al trucco che ad altro: peccato, perché si tratta di due interpreti eccezionali. Pensando a chi potrebbero essere le “rivali” alla corsa più attesa - Viola Davis per Ma Rainey’s Black Bottom, Vanessa Kirby per Pieces of Woman, Frances Mc Dormand per Nomadland, Olivia Colman per The Father e Amanda Seyfried per Mank – Close e Adams non si posizionano certo con il ruolo decisivo della loro carriera. La performance di Glenn Close è quella di certo più convincente, mentre Amy Adams in alcune parti del film è completamente fuori parte.

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In più, parliamo della sceneggiatura. La storia di Vince non regge: non capiamo come, da un giorno all’altro, sia arrivato a Yale; come abbia fatto a lasciarsi quella vita di disagio alle spalle, per emanciparsi dalla famiglia che finge di amare, ma che è evidente che disprezza. Elegia Americana è un film incompleto e poco sentito, ma estremamente calcolato nella forma e nei dialoghi. 

 

Vanessa Taylor, famosa per lo script di The Shape of Water, ha dichiarato come il romanzo fosse molto controverso e difficile da rendere sullo schermo, soprattutto per la forte connotazione politica che la sceneggiatrice ha invece deciso di lasciare ai margini. Il risultato è che, così facendo, viene meno l’aspetto sociologico che si ritrova nel libro: per dare risalto alle personalità femminili e di conseguenza dare risalto alle due attrici di punta.

Elegia Americana è solo uno dei tanti film di storie vere di famiglie americane povere e senza futuro, dove il protagonista riesce invece ad avere una vita migliore. Ma almeno, di solito, in queste storie c’è il cuore, l’amore per le proprie radici. Qui, invece, anche i sentimenti che ne scaturiscono sono difficili da decifrare.


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Genere: drammatico, biografico

Paese, Anno: USA, 2020

Titolo originale: Hillbilly Elegy
Regia: Ron Howard

Sceneggiatura: Vanessa Taylor

Fotografia: Maryse Alberti

Montaggio: James D. Wilcox

Interpreti:  Amy Adams, Glenn Close, Haley Bennett, Freida Pinto, Sunny Mabrey, Bo Hopkins

Musiche: Hans Zimmer, David Fleming

Produzione: Imagine Entertainment

Distribuzione: Netflix

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