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Stanley Kubrick e Arthur C. Clarke: ecco come è nata la sceneggiatura di 2001: Odissea nello spazio

18/12/2020 20:41

Samantha Ruboni

Approfondimento Film, Film Fantascienza, Stanley Kubrick, Film Regno Unito, Arthur C. Clarke,

Stanley Kubrick e Arthur C. Clarke: ecco come è nata la sceneggiatura di 2001: Odissea nello spazio

La storia dell'idillio creativo tra Arthur C. Clarke e Stanley Kubrick, che portò alla sceneggiatura di 2001: Odissea nello spazio

 

Non solo di fantascienza parla 2001: Odissea nello spazio, ma della storia dell'uomo e di pura filosofia: vi raccontiamo come è nata la sceneggiatura di questo capolavoro del cinema

 

L'epico viaggio per scrivere 2001: Odissea nello spazio inizia nell'attico di Stanley Kubrick a Manhattan, nel marzo 1964, anno di uscita di Il Dottor Stranamore. Stanley Kubrick stava per cambiare completamente il modo in cui realizzare film, scegliendo di fondere la sua vita all'arte, per ottenere l'assoluto controllo creativo. Ogni giorno nel suo appartamento vengono consegnate scatole intere di libri di fantascienza e repertori: Kubrick sta immergendosi in un argomento che, ben presto, avrebbe finito per conoscere meglio di certi esperti. La sua capacità di cogliere e divulgare informazioni sbalordiva molti tra coloro che lavoravano in lui: Kubrick archiviava tutto nelle sinapsi del suo cervello, come un computer umano.

Il regista si mette alla macchina da scrivere e inizia a comporre una lettera: quella per collaborare con Arthur C. Clarke, importantissimo autore di fantascienza, famoso per l’attenzione alla verosimiglianza scientifica e conosciuto per il romanzo Le Guide del Tramonto (1953). Kubrick pensa che Clarke sia una specie di eremita - viveva solo in Sri Lanka! - ma nonostante tutto gli chiede di collaborare con lui a un nuovo progetto; il desiderio è fare «un film di fantascienza veramente buono» che si vada ad amalgamare al suo interesse per l'esistenza di vite extraterrestri intelligenti e all'impatto che una simile scoperta avrebbe avuto sulla Terra nel prossimo futuro. Quando la lettera arriva a Clarke, lo scrittore sta preparando il manoscritto di Man and Space, che sarebbe poi diventato uno dei volumi più importanti di una collana illustrata di Life Magazine.

 

Dopo un'attenta considerazione, ma soprattutto dopo aver visto come in passato le major avevano sfruttato male il genere della fantascienza senza rendergli veramente onore, Clarke decide di accettare l'offerta di Kubrick. Sperando di realizzare qualcosa di nuovo e valido per il genere.

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Visto, però, le scarse informazioni dategli da Kubrick sul progetto, Clarke, dopo un'intensa ricerca, propone al regista di leggere il suo racconto La Sentinella, che aveva scritto per un concorso della BBC nel 1948. In questa storia si ipotizzava l'esistenza di visitatori extraterrestri, che avevano esplorato la Terra prima dell'uomo, arrivando alla conclusione che il pianeta un giorno sarebbe stato abitato da esseri intelligenti; in attesa che essi si palesassero, i visitatori avevano lasciato un segnale fisico, una struttura luccicante che aveva la forma di piramide, alta il doppio dell'uomo, incastonata nella roccia come un gigantesco gioiello. 

Arthur C. Clarke lascia l’amato Sri Lanka per incontrare Kubrick a New York, il 22 aprile 1964. Il regista, interessato praticamente a qualsiasi cosa, prende a punzecchiare lo scrittore con una serie di domande sempre più precise.

 

Inizia così l’interrotta sessione di chiacchiere che porterà i due a scrivere il romanzo e la sceneggiatura di 2001: Odissea nello spazio.

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Kubrick e Clarke nel 1964

Stanley Kubrick decide di utilizzare La Sentinella di Arthur C. Clarke come punto di partenza e di elaborare con lui la vicenda che avrebbe dato vita al film. Clarke accetta di lavorare insieme, senza però rendersi conto di quello che lo attende. Durante la scrittura di 2001, Clarke prova a restare concentrato sul libro Man and Space; ma, con l'avanzare del tempo, finisce per dedicare dalle cinque alle dieci ore al giorno agli incontri con Kubrick, in casa del regista o in vari ristoranti. Nel mentre deve completare anche il lavoro per Life Magazine, rispettando le deadline e portando personalmente i manoscritti alla sede della rivista. Il 1964 trascorre così.

 

Kubrick ricorre al suo sperimentato metodo per ottenere il meglio dai collaboratori. Confida Clarke a un amico: «Appena scrivo un pezzo che mi soddisfa, Stanley esclama: "Ma è fantastico!". Poi, un giorno o due dopo, se ne esce con: "Non credi sarebbe meglio se..."». La leggenda vuole che Kubrick tenesse lo scrittore in forze cucinandogli bistecche al sangue.

Il 24 dicembre arriva il regalo di Natale perfetto: il dattiloscritto completo di 2001: Odissea nello spazio. È solo una bozza, ma abbastanza per far esclamare a Kubrick «Abbiamo allargato i confini della fantascienza!»

 

MGM acquista il progetto e Clarke già sognava di tornare nel suo locus amoenus. Progettava di fermarsi giusto qualche mese per fare da consulente al film, sistemare il romanzo e infine presentarlo agli editori. Ma si sbagliava di grosso.

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Il finale di 2001: una vera Odissea

L'ansia di Stanley Kubrick aumenta tanto quanto incalzava in quegli anni la corsa allo spazio. Dobbiamo ricordarci che 2001 è, tra le altre cose, un film sulla vita extraterrestre: ogni nuova possibile scoperta di vita aliena sarebbe stata la morte creativa del film, che avrebbe perso potenza evocativa. A un certo punto la paranoia di Kubrick è tale che vuole stipulare una polizza che lo risarcisse qualora fosse stata effettivamente scovata vita nello spazio. Ma il costo per una tale assicurazione si rivela astronomico, è il caso di dirlo, e così il regista si convince a lasciare perdere.

Clarke lascia finalmente Kubrick a New York e torna a Colombo, nello Sri Lanka. Tuttavia i due non erano ancora arrivati a concordare un finale che soddisfacesse entrambi. Nell’estate del 1965 una posta aerea arriva a Clarke: Kubrick propone, al posto di una conclusione, un segreto governativo che coprisse la missione spaziale. Clarke non è d’accordo e a settembre raggiunge Kubrick negli studi della MGM in Inghilterra, dove nel mentre la produzione del film è già iniziata e la troupe sta costruendo i set.

 

Durante una chiacchierata notturna, Clarke ha l’illuminazione: «E se Bowman regredisse all’infanzia e lo vedessimo come un bambino in orbita?». Ecco il finale perfetto. Il finale di 2001: Odissea nello spazio.​

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Chi ha collaborato a 2001: Odissea nello spazio

Kubrick e Clarke, per riuscire nella loro impresa, sono ben disposti ad accogliere il maggior numero possibile di influenze esterne. Loro collaboratori sono, tra gli altri, lo scienziato spaziale Frederic I Ordway III e l'astrofisico Carl Sagan. Le letture che li accompagnano e ispirano nella resa ed evoluzione della trama Adam's Acestor di Louis Leakey, African Genesis di Robert Ardrey e The Hero with a Thousand Faces di Joseph Campbell che avrebbe poi influenzato anche la trilogia originale di Star Wars. Ordway, inoltre, sollecita associazioni impegnate nella tecnologia aerospaziale a collaborare nel film; riesce a coinvolgere NASA, IBM, Honeyweel, Boeing, Bell Telephone, RCA, General Dynamics, Chrysler e General Electric.

In futuro, sappiamo che Kubrick avrebbe desiderato collaborare ancora con Clarke per il film Supertoys che durano tutta l’estate, progetto incompiuto che Steven Spielberg nel 2001 trasformò nel film A.I. – Intelligenza Artificiale. Se volete approfondire questo rapporto tra regista e scrittore, nonchè la questione dei romanzi di 2001: Odissea nello spazio, consigliamo il libro 2001 tra Kubrick e Clarke: genesi, realizzazione e paternità di un capolavoro scritto da Filippo Uliveri e Simone Odino.

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Weirdo è il podcast di Samantha Ruboni sui film strani. In ogni puntata racconta i titoli più weird e complessi del cinema recente, quei film che quando li finisci dici: "cos'ho appena visto?". Per ascoltarlo cliccate qui.


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