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Tre cuori (2016), la recensione: Benoît Jacquot racconta la contemporaneità, in bilico tra noir e melodramma

01/11/2014 10:00

Caterina Bogno

Recensione Film, Festival, Festival di Venezia, Speciale San Valentino, Film Romantico, Film Drammatico, Film Francia,

Tre cuori (2016), la recensione: Benoît Jacquot racconta la contemporaneità, in bilico tra noir e melodramma

Il film pone al centro della vicenda l'imprevisto triangolo amoroso che turba il cuore del protagonista Marc - cardiopatico in senso metaforico e letterale.

Marc (Benoît Poelvoorde) è un ispettore delle imposte parigino, in trasferta in una cittadina della provincia francese. Perso l’ultimo treno con il quale fare ritorno a casa, vaga per la città in cerca di un albergo dove trascorrere la notte. In un bar incontra la misteriosa e malinconica Sylvie (Charlotte Gainsbourg) e, con la complicità della placida serata e di un pacchetto di sigarette che sembra non finire mai, i due passeggiano insieme fino all’alba. Ignari persino dei rispettivi nomi, ma ben determinati ad assecondare l’intesa nata, Marc e Sylvie si danno appuntamento il venerdì successivo ai giardini delle Tuileries. Una serie di sfortunate coincidenze impedisce tuttavia che l’atteso incontro abbia luogo e le vite dei due tornano a percorrere binari distinti: Sylvie decide di seguire il proprio compagno negli Stati Uniti, mentre Marc conosce Sophie (Chiara Mastroianni), con la quale impara ad apprezzare le gioie di un amore stabile e della famiglia. È solo questione di tempo, tuttavia, prima che Marc scopra pericolosamente che le due donne ­­­– Sylvie e Sophie – sono unite da un ineludibile legame di sangue.

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Con Tre cuori, presentato alla 71esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, Benoît Jacquot torna a narrare una storia ambientata in epoca contemporanea, scegliendo di concentrarsi stavolta su una figura maschile. In bilico tra noir e melodramma, il film pone al centro della vicenda l'imprevisto triangolo amoroso che turba il cuore del protagonista Marc - cardiopatico in senso metaforico e letterale allo stesso tempo - e l’angosciosa inquietudine che inevitabilmente finisce per attanagliare lui e le sue due donne. Il regista indulge solo di rado in sentimentalismi eccessivi, mantenendo un registro delicato e misurato, così pacato che il film corre il rischio di non coinvolgere mai davvero fino in fondo lo spettatore.

La composta eleganza della pellicola viene bruscamente interrotta da una colonna sonora decisamente troppo enfatica – caratterizzata peraltro dall'insistente e ben presto estenuante riproposizione dei medesimi due temi, entrambi poco adeguati al tono del film – e, inoltre, da una superflua voce narrante (che fa la sua comparsa inaspettatamente e che, inspiegabilmente, viene proposta in tutto due volte soltanto). Accanto al popolare Benoît Poelvoorde figurano due attrici, apprezzate qui come oltralpe: Chiara Mastroianni e Charlotte Gainsbourg. Se però l’interpretazione della prima è convincente nella ricchezza delle sue sfumature, quella della Gainsbourg risulta tanto scarna da rasentare l’inespressività. Del tutto sprecata invece Catherine Deneuve, nel ruolo di una madre-matrona troppo antipatica per essere credibile come deus ex machina dell’intera vicenda.

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Che cosa sarebbe accaduto se Marc si fosse presentato in tempo all’appuntamento con Sylvie? E se la ragazza fosse rimasta un po’ più a lungo ad aspettarlo su quella sedia? Tre cuori è un film sulle possibilità mancate e, in quanto tale, si sarebbe potuto felicemente inserire nel genere Sliding doors. Purtroppo però, finisce con il rivelarsi esso stesso una possibilità mancata.


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Titolo originale: 3 coeurs

Genere: Dramamtico, Romantico

Paese, anno: Francia, 2014

Regia: Benoît Jacquot

Sceneggiatura: Julien Boivent, Benoît Jacquot

Fotografia: Julien Hirsch

Interpreti: Charlotte Gainsbourg, Catherine Deneuve, Tien Shue, Caroline Piette, Nicolas Simon, Xavier Briere

Musiche: Bruno Coulais

Produzione: Rectangle Productions

Distribuzione: Bim Distribuzione

Durata: 100'


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