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Il male non esiste (2020): la recensione del film iraniano di Mohammad Rasouluf

28/02/2022 15:11

Marcello Perucca

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Il male non esiste (2020): la recensione del film iraniano di Mohammad Rasouluf

Il male non esiste è il film del regista iraniano Mohammad Rasouluf, vincitore dell’Orso d’Oro alla 70ª Berlinale.

Esce nelle sale italiane il 10 marzo Il male non esiste del regista iraniano Mohammad Rasouluf, film vincitore dell’Orso d’Oro alla 70ª Berlinale. Il male non esiste è strutturato in quattro episodi intitolati: Il diavolo non esiste, Lei ha detto: lo puoi fare, Compleanno e Baciami.

Nel primo episodio, il regista segue la vita apparentemente normale del quarantenne Hesmhat (Ehsan Mirhosseini), che ogni notte si reca al lavoro per poi, a fine turno, tornare a casa dalla moglie e dalla figlia. Un uomo gentile, che ha ben presente il senso del dovere; non trascura la famiglia e, spesso, si offre di aiutare i vicini a risolvere piccole incombenze o problemi. Ma lo sguardo di Heshmat è spento e, probabilmente, l’uomo si porta appresso un segreto. Lo scopriremo, in tutta la sua drammaticità, nel finale.

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In Lei ha detto: lo puoi fare il protagonista è un giovane soldato, Pouya (Kaven Ahangar), che la notte non riesce a dormire. Qualcosa lo affligge. Un ordine ricevuto ma che lui vorrebbe, con tutte le sue forze, rifiutarsi di eseguire. Nella stanza che Pouya condivide con altri quattro commilitoni, si consuma il dramma di una notte. Scopriamo che Pouya deve scortare un prigioniero al patibolo e poi “togliere lo sgabello”, decretando così la morte il condannato. 

Nel terzo episodio, Compleanno, Javad (Mohammad Valizadegan) è un militare di leva che, approfittando di tre giorni di licenzia premio, si reca dalla fidanzata Naanà (Mahtab Servati) che vive lontano dalla città. Vuole festeggiare il compleanno della ragazza e chiederla ufficialmente in sposa ai genitori. Arrivato a casa di Naanà scopre che, anziché i preparativi per i festeggiamenti per il compleanno, si sta allestendo la veglia funebre per un amico di famiglia, giustiziato pochi giorni prima dal regime in quanto oppositore politico. 

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Infine, in Baciami, vediamo una coppia di mezza età che vive in Europa: Bahram e Zaman. Lui, Bahram, è un medico bandito dall’ordine che ha deciso di ritirarsi in campagna per dedicarsi all’apicoltura. La vita dei due scorre serena, anche se l’uomo è gravemente malato e consapevole di non avere più molto da vivere. L’arrivo della nipote è l’occasione per rivelarle un doloroso segreto.

Tema conduttore del film è la pena di morte, che in Iran è largamente praticata.

 

Quella di Rasouluf è un’opera spiazzante, coraggiosa, che colpisce diritto allo stomaco e richiede allo spettatore un esercizio di sincerità, innanzitutto, con se stesso. Ponendoci di fronte alla nostra coscienza, il regista ci sollecita a rispondere a un quesito: cosa faremmo, se fossimo al posto dei protagonisti?

 

La domanda emerge lentamente da questo film iraniano - della durata di due ore e mezza, anche se logni minuto è vissuto con grande trasporto emotivo da parte di chi guarda - che scaturisce da alcune considerazioni e domande che il regista si è posto in prima persona.

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È, infatti, lo stesso Rasouluf a chiedersi se, provenendo da uno stato autoritario, «in quanto cittadini responsabili abbiamo scelta nell’applicare gli ordini disumani dei despoti» e «fino a che punto, come esseri umani, dobbiamo essere ritenuti responsabili del nostro adempimento a quegli ordini? Di fronte a quella macchina dell’autocrazia, quando si tratta di emozioni umane, come ci si relaziona con l’amore e con la responsabilità morale?».

Il film non fornisce risposte. Ciascuno è posto di fronte alla propria coscienza e potrà affermare se, di fronte a una violazione così grave dei diritti umani, come nel caso della pena capitale, sia possibile - e giusto - esercitare una propria scelta personale. In ogni caso, sia che questa risposta sia affermativa, sia che non lo sia, la scelta compiuta non sarà priva di conseguenze estreme. 

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Un Orso d’Oro meritato che dimostra - ancora una volta - la grande qualità artistica del cinema iraniano, che resiste al di là della censura e degli abusi ai quali molti registi sono oggetto. Tra loro, c'è anche Mohammad Rasouluf.


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Genere: drammatico

Titolo originale: Sheytan vojud nadarad

Paese, anno: Germania/Iran, 2020

Regia: Mohammad Rasoulof

Sceneggiatura: Mohammad Rasoulof

Fotografia: Ashkan Ashkani

Montaggio: Meysam Muini, Mohammadreza Muini

Interpreti: Alireza Zareparast, Baran Rasoulof, Darya Moghbeli, Ehsan Mirhosseini, Jila Shahi, Kaveh Ahangar, Mahtab Servati, Mohammad Seddighimehr, Mohammad Valizadegan, Salar Khamseh, Shaghayegh Shourian

Colonna sonora: Amir Molookpour

Produzione: Cosmopol Film, Europe Media Nest, Filminiran

Distribuzione: Satine Film

Durata: 150'

Data di uscita: 10/03/2022


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