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Lamb (2021), la recensione: l'esordio weird di Valdimar Jóhannsson

08/03/2022 09:00

Samantha Ruboni

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Lamb (2021), la recensione: l'esordio weird di Valdimar Jóhannsson

Lamb, esordio alla regia di Valdimar Jóhannsson, è un film super weird, presentato al 74esimo Festival di Cannes

Gli ovini sono da sempre protagonisti del genere fantastico e anche dell'horror. Siano essi reincarnazioni del demonio, che si rappresentava nelle forme di un ariete o di una pecora nera (come il Black Philip di The Witch); o creature mitologiche come le chimere - mezze uomini e mezze capre. Fino ad arrivare, in epoca più recente, alla "diabolica scienza": qual è stato il primo animale mai clonato? Proprio lei, la pecora Dolly.

Tutte queste atmosfere e suggestioni, non ci crederete, ma le ritroviamo in Lamb, esordio alla regia di Valdimar Jóhannsson: film super weird, presentato al 74esimo Festival di Cannes.

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E l’Islanda è una delle protagoniste del film, con la sua natura, i silenzi e la solitudine. È qui che vivono Maria (Noomi Rapace) e Ingvar (Hilmir Snær Guðnason), una giovane coppia che abita nel nulla insieme al gregge di pecore.

Capiamo, tra le righe, che i due hanno avuto un lutto recentemente: sembra che abbiano perso la figlia. Lo si comprende dal distacco e dalla freddezza palpabile tra la coppia, dall’impercettibile depressione di lei. Ma succede che, nel gregge, è il momento delle nascite: le pecore gravide, una a una, partoriscono nuovi nascituri che a pieni polmoni urlano il loro essere in vita. Fino a che, uno strano parto accade. Che ci sia qualcosa che non va, lo capiamo dagli occhi di Maria e Ingvar, che si guardano con un punto interrogativo e, allo stesso modo, con già un piano in mente.

Nonostante le lamentele della madre “naturale”, la coppia di umani decide di portare l’agnello in casa con loro e di crescerlo come se fosse loro figlio. Scopriamo solo in seguito, con molta delicatezza, che l’agnello - in realtà - è mezzo umano. Quando, a fare visita alla coppia, arriva inaspettatamente il fratello di lui, Pètur (Björn Hlynur Haraldsson) le cose si complicano sempre di più.

Molte sono le domande che suscita questo film. Sin dalla prima, inevitabile: «ma cosa sto guardando?». Per chi conosce A24, la società che distribuisce Lamb a livello internazionale, l'interrogativo è facilmente risolvibile: nel suo catalogo ci sono titoli come The Vvitch, The Lighthouse, Hereditary e Midsommar. Perciò, meglio passare alle domande veramente importanti - e più difficili - che seguono la visione di Lamb.

Chi è la madre della creatura protagonista del film, la pecora che l'ha partorita o l’umana che vuole crescerla? Come è giusto allevare questo piccolo, da pecora o da umano?

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È evidente che il film, nonostante l'etichetta di horror, inquietante e weird al punto giusto, in realtà ci voglia parlare del rapporto tra umanità e natura e umanità. E soprattutto dello sfruttamento spietato di una nei confronti dell’altra. È naturale che nel finale - tranquilli niente spoiler - la Natura chieda di pagare pegno.

Vi chiederete: ma questo se l’è sognata di notte una storia del genere? In effetti sì. Il regista Valdimar Jóhannsson ha spiegato che, all’età di 18 anni, scriveva i suoi sogni su un diario; e si era completamente dimenticato di questo quadernino, fino a che, ritrovandolo, si è accorto che i suoi sogni dell’epoca erano pieni di pecore e arieti.

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Forse non lo sapevate, ma le pecore sono anche le detentrici del sonno - pensiamo al detto di contare le pecore quando non riusciamo a dormire - ed è proprio in quello spazio tra realtà e incubo che dobbiamo collocare un film come Lamb.

I protagonisti sono sempre catatonici, in uno strano dormiveglia. Non si sa mai se è giorno o notte, anche per la costante luce/buio tipica del nord Europa. Lamb è completamente avvolto da un’atmosfera onirica, in cui le nebbie e bianchi hanno la meglio. Un mondo dove uomini e natura possono diventare una cosa sola. Ma a quale prezzo?


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Genere: horror, weird

Titolo originale: Lamb

Paese, anno: Islanda/Polonia/Svezia, 2021

Regia: Valdimar Jóhannsson

Sceneggiatura: Sjón, Valdimar Jóhannsson

Fotografia: Eli Arenson

Montaggio: Agnieszka Glinska

Interpreti: Björn Hlynur Haraldsson, Ester Bibi, Hilmir Snær Guðnason, Ingvar Eggert Sigurðsson, Noomi Rapace

Colonna sonora: Þórarinn Guðnason

Produzione: Black Spark Film & TV, Chimney Poland, Chimney Sweden, Film i Väst, Go to Sheep, Madants, Rabbit Hole Productions

Distribuzione: Wanted Cinema

Durata: 106'

Data di uscita: 31 03 2022


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