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The Batman: recensione della colonna sonora di Michael Giacchino e confronto con Hans Zimmer e Danny Elfman

08/03/2022 18:59

Chiara Maria D'Angelo

Cinema e Musica, Tim Burton, Batman, DC Comics, Christopher Nolan, Hans Zimmer, Matt Reeves, Michael Giacchino, Danny Elfman,

The Batman: recensione della colonna sonora di Michael Giacchino e confronto con Hans Zimmer e Danny Elfman

Un'analisi della colonna sonora di Michael Giacchino per The Batman: l'omaggio a John Williams e il confronto con le colonne sonore degli altri Batman

Un'analisi della colonna sonora di Michael Giacchino per questo nuovo The Batman: l'omaggio a John Williams e il confronto con le colonne sonore dei film di Christopher Nolan e Tim Burton

Dopo due anni di trepidante attesa, il pipistrello di Gotham City spiega ancora una volta le sue ali. The Batman di Matt Reeves ha un leggerissimo sapore noir che si limita unicamente alla caratterizzazione emotiva del personaggio. Al contrario, la trama, che aspira a suscitare emozioni che riprendono la figura del “bello, maledetto e tormentato”, è un agglomerato di reminiscenze che privano gli spettatori della suspense. Il suo sviluppo è la stampa di un dipinto famoso, conosciuto e apprezzato, la cui unica peculiarità è il colore di cui si tinge la pellicola. Nulla di nuovo è stato apportato a questo personaggio ombroso dalla nascita, se non un rincaro attraverso una stilizzazione decisamente emo di Robert Pattison.

 

Se la rievocazione di scene già vissute nella trilogia di Christopher Nolan sono, inconsciamente, la chiave del successo di questo nuovo Batman, l’insistente colonna sonora di Michael Giacchino fonda la propria esistenza su uno dei temi più famosi della storia del cinema: The Imperial March del Maestro John Williams.

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The Batman, la colonna sonora di Michael Giacchino

A Giacchino piace vincere facile. Infatti, per The Batman Theme non usa solo una successione di note che ormai è insita nel vissuto di quasi tutta l’umanità ma la inserisce a ogni entrata in scena del nostro tetro protagonista. L’associazione musica-personaggio è un déjà vu? Purtroppo, non si tratta di un “falso riconoscimento” ma di un omaggio, se così si può definire, a George Lucas e John Williams che hanno sfruttato il potere del leitmotiv per celebrare l’ingresso di Darth Vader.

 

L’organico epico, dal gusto new wave, e il netto distacco dai timbri bandistici di Star Wars, ha reso Batman una variazione su tema terribilmente asettica.

 

La scelta di una colonna sonora preponderante e invasiva annienta la funzione didascalica della musica, il cui uso ripetitivo perde ogni significato e non ne giustifica la presenza. Al contrario, avvia un processo di svalutazione dell’immagine che sembra cedere il podio alle note, perché non ha nulla di interessante da dire. Sembra, anzi, che voglia volutamente confondere e stordire per fare accettare una storia scialba che non scaturisce la minima emozione.

Dai Nirvana all'Ave Maria di Schubert

Se al vigilante pipistrello, Reeves ha assegnato l’Imperial March mascherata e ne evidenzia l’assenza di originalità nella figura di Batman e di riflesso, nella musica, a Bruce Wayne, invece, cuce come ombra il brano dei Nirvana Something in the way: la metafora della solitudine e dell’isolamento tipico della fase adolescenziale.

 

Povero Robert Pattison, non riesce a scrollarsi di dosso i panni del vampiro incompreso. La vera persecuzione del giovane Bruce, in questo nuovo Batman, è proprio l’uso a profusione del brano di Kurt Cobain. Tra l’altro, sarebbero stati più coerenti con il personaggio i Bauhaus o i Joy Division, ma è ovvio che la scelta dei Nirvana sia legata a fattori commerciali.

Altra caduta di stile e, ancora una volta, di originalità è la decisione di usare l’Ave Maria di Schubert come se fosse l’unica e sola canzone che possa esprimere la necessità di pentimento e straziante dolore. Quella di The Batman resta un grande mah nel mondo delle colonne sonore. O, semplicemente, la memoria uditiva e i nostri timpani sono ancora grati e legati ai Maestri che hanno fatto della musica l’immagine di un supereroe e dei suoi corrispettivi nemici.

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Batman: un confronto tra colonne sonore

In passato, infatti, Batman si è imbattuto in due colossi di Hollywood con i quali è difficile competere: Danny Elfman e Hans Zimmer, in collaborazione con James Newton Howard. Per spiegare le differenze tra le diverse interpretazioni musicali del pipistrello di Gotham, prendiamo in esame il Main Theme di The Batman, il Tema di Joker nel Batman di Tim Burton e in The Dark Knight di Christopher Nolan. Il ritmo non è lasciato al caso, incalzante e in accelerando proprio come il battito delle ali del pipistrello.

La colonna sonora di Danny Elfman per Batman (1989)

Elfman gioca di contrapposizioni per risaltare le caratteristiche della nemesi di Batman, il Joker, a partire dall’organico. Se a Bruce Wayne e Batman affida il timbro epico e vittorioso degli ottoni, all’antagonista tesse il Waltz to the death cantato da allegri e sinuosi violini, da sognanti arpe che danzano insieme ai piatti su toni maggiori. Sfuggente come Joker, il valzer si muove come un tema d’amore che richiama le regali feste da ballo ottocentesche. E così Joker, emblema del disagio emotivo, viene accompagnato da una gioiosa musica d’altri tempi, forse l’unica via di fuga per evadere dalla condizione di emarginazione e tristezza. 

 

Elfman crea una colonna sonora piena e avvolgente che si intreccia e dialoga armoniosamente con la visione di Tim Burton. Una colonna sonora unica il cui solo ascolto, a distanza di anni, ci parla di Batman.

Hans Zimmer per Christopher Nolan: Batman vs Joker

Passano dieci anni e un nuovo autore presta la propria poetica al racconto di Batman: Christopher Nolan sceglie Hans Zimmer, affiancato da James Newton Howard, per supportare la sua interpretazione. La colonna sonora è figlia del suo tempo, nasce dall’incontro tra scrittura tipica del film scoring e l’intrigante sound design. Differentemente da Elfman, lo stampo identificativo di Hans Zimmer è il suo approccio musicale “tecnologico”. 

Il Main Theme di The Dark Knight di Zimmer entra in scena in punta di piedi, anticipato dal glissando di un Violoncello Solo registrato con diversi filtri. La prevalenza timbrica degli archi (diversa da quella degli Ottoni di Elfman) in linea con il titolo del film, presagisce una caratterizzazione più oscura di Batman. Il tema eroico, sostenuto dagli ostinati che si muovono per 3° minore in tonalità indipendenti dall’orchestra, è funzionale alla rappresentazione psicologica di Batman in rapporto all’azione, al suo percorso da Eroe.

E, a proposito di percorso, non è un caso che nel Main Theme di Zimmer nell’attimo esatto in cui entra in scena Batman ci sia una citazione musicale al Main Theme di Danny Elfman, come in un chiaro passaggio di testimone. Un vero e proprio processo evolutivo della figura di Batman, che segue le orme dei fumetti.

 

Zimmer ha voluto giocare di contrasti, distinguendo musicalmente Batman da Joker. Se la linea melodica dell’uomo pipistrello è legata all’orchestra, in particolar modo agli archi, Joker viene raccontato da strumenti solisti sottomessi a filtri e synth che lasciano piccoli spazi ad un’orchestra rarefatta. Why so serious?, il brano del nemico per eccellenza, inizia con un Cello Solo filtrato, la cui successione di note crea una piccola sezione dissonante a cui poi si vanno ad aggiungere chitarra elettrica e percussioni con effetti che ricordano le eliche in movimento di un elicottero.

 

L’interpretazione di Zimmer ribalta completamente quella del suo predecessore, si scaglia come un fulmine lasciando una scia di tensione e di adrenalina. Non lascia scampo e accompagna gli spettatori per tutta la durata del film (e oltre).

Nelle colonne sonore di Elfman e Zimmer risalta la cura compositiva con cui si sono svolte le analisi del personaggio e della trama, si assapora l’identità e la creatività dei due autori. Le loro colonne sonore hanno saputo raccontare una storia e, insieme alle immagini, hanno contribuito all’interpretazione di un eroe e al suo rapporto con il nemico. La dicotomia tra bene e male è l’elemento fondante del cinecomic e, come l’immagine viene plasmata per esaltarne le diverse peculiarità, è necessario che, a suo supporto, intervenga in modo equilibrato la musica. Quindi, caro Michael Giacchino: mission failed.


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