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Oscar 2022, chi ha vinto e chi ha perso: polemiche e trionfi dell'edizione 94

29/03/2022 11:23

Samantha Ruboni

Editoriale, Oscar, Oscar2022,

Oscar 2022, chi ha vinto e chi ha perso: polemiche e trionfi dell'edizione 94

Come ogni pagina di cinema che si rispetti, eccoci qui a parlare di Oscar 2022: cosa è andato storto e cosa ci dà ancora speranza.

Come ogni pagina di cinema che si rispetti, eccoci qui a parlare di Oscar 2022: cosa è andato storto e cosa ci dà ancora speranza.

A costo di finire nel mucchio degli articoli post-Oscar, che poi chissà chi li legge davvero, un’analisi della cerimonia di consegna degli Oscar è sempre cosa necessaria: perchè, con tutta la sua frivolezza e i suoi limiti, questa serata è e resta un ritratto di questa industria multimilionaria e del nostro tempo. Che dire? Non ne usciamo molto bene, soprattutto quest'anno. Ne usciamo violenti e senza molti contenuti.

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Togliamoci subito il dente: lo schiaffone di Will Smith a Chris Rock. Quella del comico a Jada Pinkett-Smith è stata una brutta battuta, che poteva risparmiarsi: l'attrice, cantante e imprenditrice statunitense​ (moglie di Smith) è malata di alopecia e per questo ha rasato i capelli a zero; nel suo monologo, Chris Rock ha scherzato sul fatto che questo look gli ricorda quello di Demi Moore in Soldato Jane. Ok, che ridere. Questo scontro tra maschi violenti sul palco del Dolby Theatre è una cosa che non si può accettare. In un mondo in guerra, dove il cinema dovrebbe dare un messaggio pacifista in favore della cultura, l'ultima cosa che avremmo voluto vedere alla cerimonia degli Oscar è un attore mettere le mani in faccia a un ospite.

Ma che poi, sicuramente, a condannare la battuta di Chris Rock ci avrebbe pensato l’opinione pubblica o, ancora meglio, la diretta interessata - Jada - l'unica autorizzata, se vogliamo, ad avere un'opinione. Bastava avere pazienza. Cosa che, abbiamo imparato, questo mondo non ha. Quel che è certo: è stato proprio un brutto momento nella storia dell’Academy e di certo le lacrime da coccodrillo di Will Smith non ci faranno dimenticare il suo gesto.

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A proposito di cose che non ci sono piaciute, parliamo delle statuette vinte da Coda - I segni del cuore. Nulla da dire al filmetto "carino" di AppleTv,  una perfetta produzione televisiva: ma è davvero un'opera da Oscar? La risposta è no.

Che fine hanno fatto i filmoni che vincevano le statuette? E quest’anno, al contrario di anni di “magra”, di film belli ne avevamo l’imbarazzo della scelta: dal capolavoro incompreso di Il potere del cane (che ha vinto tutto, fino allo scivolone di Jane Campion sulle sorelle Williams. Mannaggia a te, Jane), all'epica fantascientifica di Dunesino alla perfezione di West Side Story.

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E Coda non vince solo il miglior film, ma anche la sceneggiatura non originale, per quello che - in realtà - è un remake: il rifacimento del film francese del 2014 La famiglia Belier. Tutto ciò quando in lizza avevamo un adattamento davvero da impresa, una saga che da una vita tutti i maggiori cineasti cercano di portare al grande schermo, non un libro, ma un'epopea leggendaria: Dune. E non finisce qui: c'era anche la sceneggiatura di La figlia oscura di Maggie Gyllenhaal - premiata a Venezia78 - tratta dal romanzo di Elena Ferrante e lo script di Il potere del cane, tratto da Thomas Savage.

Invece per la sceneggiatura originale vince Kenneth Branagh per Belfast, uno dei film più sopravvalutati di questa stagione. Anche qui i suoi competitor erano veri filmoni, tra cui Licorice Pizza di Paul Thomas Anderson.

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Ma passiamo alle cose belle, che dite? I premi al cinema. Dune ha vinto tutto: Miglior montaggio Joe Walker, Miglior sonoro, Migliore colonna sonora originale Hans Zimmer, Migliore Fotografia a Greig Fraser, Migliore scenografia, Migliori effetti speciali. Anche qui, però polemichina: di tali riconoscimenti nessuno si è accorto, perché dovete sapere che dall’Academy sono considerate "categorie minori”. Non è stata prevista una premiazione durante la cerimonia, per queste categorie, e i riconoscimenti sono solo stati elencati alla fine di tutto. Quindi, adesso, le categorie che davvero fanno il cinema sono "minori"? 

 

Dune è un grande film di fantascienza ed è un vero peccato che la sua vittoria di ben 6 statuine sia passata in sordina. Noi ci associamo ad Hans Zimmer, che ha festeggiato il Premio in accappatoio, diventando così il nostro spirito guida di questi Oscar.

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Non è andato tutto male a questi Oscar 2022. Iniziamo dalla nostra preferita: Jane Campion. Premiata per la Miglior Regia, Campion è la terza donna nella storia degli Academy Awards a vincere l’Oscar. Terza, in 94 anni, in compagnia di Kathryn Bigelow e Chloé Zhao. Campion è anche la prima donna in assoluto a essere nominata 2 volte per la migliore regia. A noi queste notizie ci fanno bene al cuore, soprattutto se a vincere è un filmone come Il potere del cane.

Altro filmone che meritava molti più premi è West Side Story. Ma ci accontentiamo della statuetta andata a Ariana DeBose per Miglior Attrice non Protagonista: questa talentuosa attrice è la prima donna queer afro-latina a vincere un Oscar. Vogliamo ricordare un estratto del suo bellissimo discorso, forse il più bello di tutta la cerimonia:

 

«Immagina questa bambina seduta sul sedile posteriore di una Ford Focus, guardala negli occhi. E ora guarda questa ragazza nera, queer, afroamericana, che ha trovato il coraggio attraverso l’arte e ora è qui che festeggia. Per chi ha messo in dubbio la vostra identità, vi ricordo che c’è un posto per noi: c’è un posto per tutti»​.

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Che piacciano o no, gli Oscar saranno sempre una cerimonia che fa parlare, discutere e polemizzare. Fino a che arrivano gli Oscar successivi, e così via, in un loop senza fine. Attendiamo, quindi, con le belle parole di Ariana DeBose il prossimo anno. Sperando di dimenticare le risse sul palco e che gli Oscar tornino a farci sognare.


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