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Pleasure (2022), la recensione: il porno dal punto di vista delle sue attrici

01/07/2022 20:00

Samantha Ruboni

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Pleasure (2022), la recensione: il porno dal punto di vista delle sue attrici

Pleasure è un film pro-porno o anti-porno? Nessuna delle due. È un film che vuole mostrare la realtà delle cose.

«Per business o per piacere? Per piacere».

 

Inizia così Pleasure, con la domanda che alla dogana viene rivolta alla nostra protagonista mentre sta entrando in USA, a Los Angeles.: Bella (Sofia Kappel) effettivamente è lì per piacere, ma anche per affari.

Da questa introduzione, da queste poche parole, capiamo cosa stiamo andando a guardare. Pleasure è un film sul piacere, sul mondo ostentato e patinato e perfino forzato del porno; ma è soprattutto un film sugli affari, sui corpi che diventano mezzi per scalare il successo. 

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Ed è in questo mondo che si ritrova Bella Cherry, una giovane svedese di 19 anni, arrivata in USA per diventare la prossima porno-diva.

Seguiamo l’esordio di Bella, dall’inizio della sua carriera all'incontro con Ava, la Ragazza Spielger, il diamante di punta dell’agenzia più importante del porno: e così Bella comincia ad accettare ingaggi sempre più violenti e rischiosi, per potere essere notata e diventare anche lei una Ragazza Spielger.

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Un esordio da ricordare quello di Ninja Thyberg: per stomaci forti, ma molto interessante per la realtà con cui il film ci parla dell’industria del porno.

Pleasure ci racconta la misoginia che gravita attorno a quel mondo, la violenza e le richieste dei manager, le proposte alle attrici in cambio di pochi spiccioli. Donne percepite come bambole di gomma, dentro e fuori del set; attrici che si trovano in situazioni al limite e non possano tirarsi indietro perché ricattate, costrette ad accettare di tutto pur di non perdere l’occasione di far carriera. È la sottile linea tra consenso e coercizione.

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Pleasure è un film sull’arrivismo, sulla concorrenza spietata che si cela dietro la cinepresa. Ma Pleasure, come scritto da Indiewire, è anche una sorta di Il Diavolo veste Prada del porno: abbiamo la ragazza di campagna che deve entrare in un mondo nuovo, di cui imparare tutti i segreti; e quando finalmente riesce nella sua impresa, vorrà rimanerci dentro? 

Di base, Pleasure ha una sceneggiatura da coming of age. Anche la relazione tra Bella e le sue coinquiline è da commedia teen: fa sorridere vederle felici a mangiare la pizza, guardando film, dopo aver fatto cose che non ti farebbero stare seduta per due settimane almeno. In questa parte Pleasure diventa un film rosa, come la sua fotografia, leggero e divertente.

Ma, quindi, Pleasure è un film pro-porno o anti-porno? Nessuna delle due. È un film che vuole mostrare la realtà delle cose, il percorso di una ragazza come tante che vuole diventare una porno-attrice.

E il punto di vista è definitivamente quello delle donne: le scene hot, dove è protagonista Bella, sono quasi tutte sue soggettive; entriamo così a far parte di quel mondo, di quella scena e proviamo quello che lei prova. Anche le storie e le voci che ascoltiamo appartengono alle donne, alle attrici che gravitano attorno a quel mondo di cui Bella cerca di fare parte. Ed entrare nelle scarpe, nei tacchi altissimi, di qualcun'altra è sempre molto interessante.


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Genere: drammatico

Titolo originale: Pleasure

Paese, anno: Svezia, Paesi Bassi, 2021

Regia: Ninja Thyberg

Sceneggiatura: Ninja Thyberg

Montaggio:Olivia Neergaard-Holm, Amalie Westerlin Tjellesen

Interpreti: Sofia Kappel, Revika Anne Reustle, Kendra Spade, Zelda Morrison,    Evelyn Claire, Chris Cock, Dana DeArmond.

Produzione: Sarah Goldberger, Pape Boye,

Distribuzione: MUBI

 

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