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Tár (2022), la recensione: Todd Field dirige Cate Blanchett in un film distruttivo e senza redenzione

26/09/2022 22:00

Valentina Pettinato

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Tár (2022), la recensione: Todd Field dirige Cate Blanchett in un film distruttivo e senza redenzione

Todd Field sceglie Cate Blanchett come protagonista del suo ultimo lavoro, Tár.

Finalmente Todd Field torna al cinema: sceglie Cate Blanchett come protagonista del suo ultimo lavoro, Tár, presentato in anteprima mondiale in concorso alla 79ma Mostra del Cinema di Venezia.

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Lydia Tár (Cate Blanchett), allieva di Leonard Bernstein, è la prima donna a dirigere l’Orchestra Filarmonica di Berlino ed è un’eccellenza in campo internazionale grazie ai numerosi premi vinti durante la sua carriera. È una donna di fascino e di estremo potere in un settore tradizionalmente appannaggio maschile.

 

Ammirata e adulata, Lydia Tár è anche una donna autoritaria e capricciosa, che abusa del proprio potere per assecondare i suoi impulsi, e per questo motivo sempre in bilico nella sua vita privata. Questi suoi altalenanti giochi di potere minano non solo la sua famiglia, ma anche alcuni rapporti professionali, come quelli con la fedele assistente Francesca (Noémie Merlant) e dalla sua fidanzata e prima violinista (Nina Hoss). 

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Il film si apre con i titoli di coda, con una potente sequenza introduttiva che delinea immediatamente il profilo psicologico della protagonista. 

Field decide di mettere sul podio il suo personaggio principale e dedicare gran parte del tempo filmico alla caratterizzazione della sua personalità lavorativa, perché è esattamente la preponderanza di questa dimensione ad aver reso Lydia una professionista ancor prima di una donna.

 

Lydia è una direttrice di orchestra e dirige i suoi musicisti a colpi di bacchetta, ma è il suo podio a dirigere lei, perché è l’amore per quel palco a minare la sua vita privata, il suo equilibrio, perché il suo scopo è l’agire sempre alla ricerca dell’estro artistico.

Le scelte stilistiche sono quelle di tratti altamente riconoscibili: Tàr è il racconto di un mondo che si rappresenta all’esterno come elegante, elitario, che incanta per candore, e che all’interno è invece cupo e distruttivo, spietato quanto sanguinosamente competitivo.

 

Field realizza un film molto interessante perché lo è il suo punto di vista: abituati ad affrontare tematiche come il #metoo e gli abusi di potere quasi sempre da una prospettiva maschile, osservarli messi in scena da parte di un’anti-eroina allarga il dibattito a una serie di questioni sul genere e sui ruoli tradizionalmente affidati in base ad esso.

 

Lydia Tár è sposata con un’altra donna (il primo violino dell’orchestra), ha adottato una bambina, ed è colta e illuminata al punto giusto da poter sembrare al riparo da ogni accusa o critica.

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Ma in realtà non è così. Dopo averci raccontato meticolosamente la sua protagonista, il film inizia prima timidamente e poi quasi in maniera ossessiva a indugiare sulle sue dinamiche di potere, e ne demolisce l’immagine, così sbagliata in un mondo contemporaneo che non accetta più la mancanza di controllo e l’abuso dei propri privilegi.

 

Tàr è un film distruttivo. Non c’è scampo per la protagonista, non c’è redenzione. C’è però un bellissimo dibattito su potere, le relazioni intime, la cancel culture la predazione sessuale da parte di una donna che sicuramente avrebbero meritato più spazio e che in questo tracollo emotivo si collocano fuori fuoco, pregiudicando ritmo e carica seduttiva del film.

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Se nella prima parte movimenti di camera controllati e misurati raccontano il mito, è nella seconda parte, quando il suo mondo si sgretola, che inquadrature angolari ci restituiscono una donna non più impeccabile ma schiacciata dal peso del suo potere malato, spinto al limite e smascherato dai social.

 

I difetti di Tàr si mostrano tutti in questa parte finale, frettolosa e poco incisiva rispetto alla dilatazione del tempo della prima parte e il film resta l’ennesimo ritratto di una donna in crisi e alla deriva. Cate Blanchett però è straordinaria.


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Genere: drammatico, musicale

Titolo originale: Tár

Paesea, anno: Germania/USA, 2022

Regia: Todd Field

Sceneggiatura: Todd Field

Fotografia: Florian Hoffmeister

Montaggio: Monika Willi

Interpreti: Allan Corduner, Cate Blanchett, Julian Glover, Mark Strong, Nina Hoss, Noémie Merlant, Sophie Kauer, Sylvia Flote

Colonna sonora: Hildur Guðnadóttir

Produzione: EMJAG Productions, Standard Film Company

Distribuzione: Universal Pictures

Durata: 158'

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