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Rain Man - L'uomo della pioggia e la difficile storia produttiva del film di Barry Levinson

02/09/2022 13:00

Redazione

Speciale Film, Film Horror, Film Drammatico, Dustin Hoffman, Tom Cruise,

Rain Man - L'uomo della pioggia e la difficile storia produttiva del film di Barry Levinson

Nononostante un avvio difficile, il film si rivelò un grande successo al botteghino: costato 25 milioni, ne incassò 350 in tutto il mondo.

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Rain Man - L’uomo della piaggia (Rain Man) è un film di Barry Levinson, uscito nelle sale statunitensi il 16 dicembre del 1988. La pellicola, costata circa 25 milioni di dollari, al botteghino ha incassato oltre 170 milioni di dollari solo negli Stati Uniti, per una cifra complessiva di 350 milioni di dollari in tutto il mondo. Lodi arrivano anche da parte della critica, che apprezza molto la sceneggiatura scritta da Barry Morrow e Ronald Bass, nonché l’interpretazione dei due attori protagonisti, ovvero Tom Cruise e Dustin Hoffman. Nel 1989 il film si aggiudicherà un Orso d’oro al Festival del cinema di Berlino e ben quattro Premi Oscar: come miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista e migliore sceneggiatura originale.

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La regia

Inizialmente la regia di Rain Man sarebbe dovuta spettare a Steven Spielberg, che però in quel periodo era già sul set di Indiana Jones e l’ultima crociata. Si erano fatti anche i nomi di Sydney Pollack e di Martin Brest, ma alla fine a spuntarla è stato Barry Levinson, che pochi mesi prima aveva diretto Good Morning, Vietnam, film di grande successo con protagonista un memorabile Robin Williams.

Le riprese

Le riprese del film si sono tenute dal 2 maggio al 28 luglio del 1988. Buona parte delle riprese si è tenuto in quello che viene ricordato come un periodo particolarmente teso a Hollywood. In quel periodo si teneva lo “Sciopero degli sceneggiatori della Writers Guild of America”, uno sciopero che aveva coinvolto ben 9.000 sceneggiatori del cinema e della televisione per oltre sei mesi. Questa cosa ha molto influenzato la realizzazione del film, in particolare il suo finale.

L'impegno di Dustin Hoffman

L’interpretazione di Dustin Hoffman è particolarmente interessante. L’attore ha studiato molto a fondo il personaggio, recandosi anche in diverse cliniche psichiatriche. Il film affronta temi come quello del viaggio, della scoperta dell’altro e delle proprie origini. Tocca e fa riflettere e commuovere. Per molti aspetti segue perfettamente gli standard hollywoodiani del genere, ma sa anche sorprendere. Non ci sono catarsi, o redenzioni. 

La Trama

Nel film vediamo Charlie Babbitt (Tom Cruise), un venditore di automobili di lusso alle prese con un grosso problema. Deve consegnare quattro Lamborghini a degli acquirenti che lo hanno già pagato e che scalpitano per ricevere le automobili. Tuttavia, le automobili sono sotto stato di fermo al porto cittadino, perché non rispettano la normativa antinquinamento vigente. Charlie decide quindi mentire agli acquirenti e parte per un weekend romantico con Susanna, sua collega e partner. I due, nervosissimi, litigano per buona parte del viaggio. Il telefono squilla, Charlie riceve una telefonata: suo padre è morto. Charlie aveva chiuso i rapporti con il padre da tempo, ma decide di volare a Cincinnati per prendere parte alla funzione funebre.

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Le sorprese non sono finite. Charlie scopre che il padre gli ha lasciato in eredità una Buick Roadmaster datata 1949 e qualche cespuglio di rose. Il patrimonio di famiglia è stato tutto lasciato a qualcuno di cui si ignora il nome. Tre milioni di dollari andranno a uno sconosciuto. La frustrazione è tanta, anche perché quel denaro sarebbe utilissimo per risolvere i problemi sul lavoro. A chi spettano tutti quei soldi? L’eredità paterna è stata assegnata tutta a Raymond (Dustin Hoffman), il fratello maggiore di cui Charlie aveva sempre ignorato l’esistenza. Questo si trova in una clinica psichiatrica, è affetto da una forma di autismo. Pensando di poter mettere le mani sul patrimonio paterno, Charlie rapisce il fratello. Iniziano ad affrontare una lunga serie di vicissitudini. In questo contesto Charlie scopre che Raymond ha delle doti incredibili. È molto sensibile, dotato di una memoria strabiliante e ha ottime capacità di calcolo. Nella mente di Charlie affiorano molti ricordi e molte cose iniziano ad assumere una nuova prospettiva. In tutto ciò, Charlie decide anche di sfruttare le doti di Raymond portandolo al casinò a Las Vegas. Non è un caso che Rain Man sia stato definito anche "il film che a reso celebre il blackjack". Tanto in forma classica, che nella sua versione online, questo gioco è diffuso praticamente in ogni angolo del globo ed considerato un grande classico dagli appassionati. Nel film il blackjack avrà un ruolo chiave, contribuendo molto alla sua diffusione.

Il film si rivelò un grande successo al botteghino: costato 25 milioni, ne incassò 350 in tutto il mondo.

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