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Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere (2022), stagione 1, la recensione della serie evento di Prime V

30/10/2022 22:48

Samantha Ruboni

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Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere (2022), stagione 1, la recensione della serie evento di Prime Video

Gli Anelli del Potere è una bella serie: ambientazioni, costumi, cast... tutto è ben riuscito. Ma poi, che altro?

Gli Anelli del Potere è una bella serie: ambientazioni, costumi, cast... tutto è ben riuscito. Ma poi, che altro?

La serie Amazon dedicata al prologo de Il Signore degli Anelli ha diviso pubblico e critica: tra quelli che sono rimasti rapiti dalla magnificenza dello show e coloro che ancora sono confusi dalla storia. Sarebbe interessante, infatti, fare un sondaggio e capire chi, tra i fan di Tolkien e i neofiti, ci ha capito qualcosa di quello che stava vedendo sullo schermo.

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Gli appassionati sono perplessi perché, conoscendo bene le pagine di Il Silmarillion e le appendici de Il Signore degli Anelli (ispirazioni letterarie dello show) sanno esattamente quello che sarebbe successo scena dopo scena: lo spiazzamento, quindi, c'è (ed è tanto) quando ci si accorge che avvenimenti e personaggi sono mixati tra Seconda e Terza Era tolkieniena. 

 

Chi invece è a digiuno dai romanzi da cui la serie è tratta, si è trovato all’interno di vicende mai spiegate fino in fondo, luoghi e oggetti dati per scontati. Una storia che incomincia già a metà e che non ha nè un inizio nè una fine. Questo è esattamente ciò che accade quando si dà più importanza all’aspetto estetico e non abbastanza alla scrittura e alla ricerca letteraria.

C’era forse una alternativa a questo? Sì: iniziare dal principio e mettere in scena tutto il Silmarillion, operazione certo epica, che avrebbe dato i suoi frutti regalandoci una narrazione più fluida.

 

E che, forse, avrebbe riempito le prossime 4 stagioni che sono già in cantiere. Invece mettere in scena una storia iniziata, tratta non dalla trama principale, ma da un epilogo, un prologo e varie appendici non ha portato a molto. Solo una grande confusione.

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Di cosa parla Gli Anelli del Potere​

La serie vorrebbe raccontarci ciò che accade prima del Signore degli Anelli e cioè dell’ascesa di Sauron e della forgiatura degli Anelli del Potere (che danno il titolo alla serie): è quindi Sauron il vero protagonista e colui su cui si focalizzerà tutto lo show, con le sue stagioni. Galadriel è la sua controparte perché, a differenza dell’Oscuro Signore, vuole stare dalla parte del Bene; ciononostante i suoi propositi sono molto vicini a quelli di Sauron.

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Il Silmarillion, un'impresa

Gli Anelli del Potere risulta una serie molto parlata, e ciò avviene perché è tratta da uno dei libri più difficili e densi di tutta l’opera di J.R.R Tolkien: Il Silmarillion. Si tratta, in pratica, della Bibbia del mondo fantastico tolkieniano e anche il linguaggio è forbito quanto quello di un libro sacro o di un testo di storia. D’altronde Tolkien era uno dei più importanti medievalisti del suo tempo.

 

Va anche detto che il Silmarillion è stato pubblicato 4 anni dopo la morte di Tolkien, e a occuparsi di questa impresa editoriale è stato suo figlio, Cristopher, mettendo insieme una serie di frammenti. È quindi un libro complicato e non di lettura proprio scorrevole.

Ciò non per giustificare gli errori di sceneggiatura, anzi, ma per far capire come la base da cui la serie evento di Prime inizia non è tra le più semplici: è quindi normale che gli episodi, come ci si aspetterebbe da una serie fantasy, non siano tutti battaglie e azione, ma una sequela di avvenimenti che ci aiutano a capire ciò che succederà nelle prossime stagioni. Diciamo che questa prima stagione sarebbe un’introduzione al futuro. O, almeno, questa è l'intenzione.

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Gli Anelli del Potere è la storia di Sauron?

In effetti, sì: l'obiettivo de Gli Anelli del Potere è raccontare la storia di Sauron,  ovvero la sua ascesa al male, come una sorta di Walter White di Breaking Bad come l’hanno definito J.D. Payne e Patrick McKay, gli showrunner della serie. Sappiamo che lo show dovrebbe essere costituito di altre 4 stagioni e che la seconda è stata subito confermata: se le season future continueranno a essere realizzate come il finale di questa, forse una piccola speranza di avere le prossime stagioni ben fatte la possiamo ancora avere.

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La prima stagione de Gli Anelli del Potere

Di certo il peso di questa prima stagione è stato quello di raccontare e far capire una storia davvero lunga, con tanti eventi e personaggi da esaurire in pochi episodi più un piccolo prologo. Speriamo che le prossime season siano scritte meglio e con più attenzione, e che ci donino di nuovo quel brivido che abbiamo provato a vedere finalmente Nùmenor sullo schermo.

Ma il vero problema de Gli Anelli del Potere non è né la messa in scena né la scrittura, ma è l’empatia.

 

I personaggi che vediamo sullo schermo sono algidi e fanno parte di un mondo in cui non riusciamo a entrare, che non diventa mai nostro e di cui non possiamo comprendere le battaglie. Mentre, invece, l'empatia è la chiave per attirare gli spettatori e fare sì che una narrazione - per quanto di un altro mondo e di un altro tempo - parli il nostro stesso linguaggio.

Per quanto Gli Anelli del Potere abbia cercato di portare la contemporaneità nel cast – ricordiamo le polemiche, inutili, per l’elfo black - non è riuscita altrettanto ad aprire quel mondo alla nostra contemporaneità. Ed è così che abbiamo solo guardato passivamente e mai partecipato all’inizio della battaglia delle battaglie, che invece avrebbe dovuto scaldarci e prepararci all’hype della successiva stagione, cosa che invece ha funzionato benissimo nella "rivale" serie HBO House of the Dragon. I paragoni lasciano il tempo che trovano, ma una cosa è certa: House of the Dragon, creando entusiasmo e fidelizzazione, è riuscita dove Gli Anelli del Potere ha miseramente fallito.

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