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Chiedi alla polvere

21/03/2009 12:00

Antonella Sugameli

Recensione Film,

Chiedi alla polvere

Arturo Bandini sogna di diventare scrittore...

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Arturo Bandini sogna di diventare scrittore. Lascia la famiglia in Colorado e si reca a Los Angeles, in cerca di fortuna. In un alberghetto modesto e senza pretese, inizia a scrivere articoli e attende speranzoso l’illuminazione per il suo primo vero romanzo, dopo l’anonimo “Il cagnolino rise”. Ciò che l’italo-americano Bandini non sa è che la musa ispiratrice, d’amore e d’affanni, sarà una ispano-americana, con scarpe logore ai piedi ed una lingua biforcuta. A condire la storia di umanità e di avventura solo il mare e la polvere del Middle West.


Ask the dust è un romanzo dal piglio narrativo insolito, ritmato dai torbidi e mareggiati flussi di coscienza del protagonista, e arricchito da una scrittura insolente e sovversiva. John Fante – autore del libro di ispirazione – parla sì d’amore, ma prende le mosse dal sentimento opposto, l’odio, che è l’ornato alla base del racconto. Non c’è alcun sentimentalismo nelle invettive di Bandini (che sullo schermo prende le fattezze di Colin Farrell) nei confronti di Camilla (Salma Hayek), messicana dalle forme sinuose e dalla lingua pungente, indispensabile come il sale e stuzzicante come il peperoncino. Attratto e al contempo refrattario alle malie della giovane donna, Bandini resiste finché, non la mente, ma il corpo prigioniero di istinti, cede. L’adattamento di Robert Towne (premio Oscar per la sceneggiatura di Chinatown), cattura il romanticismo latente del libro e si sofferma sul “come sarebbe andato se”. Quel “se” assume sfaccettature diverse, e al lettore attento non sarà sfuggito la difficoltà di adeguare al cinema una storia nuda e cruda, poco idonea – sic et simpliciter – alle dinamiche più commerciali del botteghino.


Arduo pertanto il compito del filmaker che non sfugge all’inevitabile ridimensionamento della fonte originaria. Lo sforzo è apprezzabile, per un prodotto finale confezionato impeccabilmente; certo, coloro che si aspettano una pedissequa messa in scena dell’originale letterario rimarranno delusi, o piuttosto sorpresi. Colin Farrell e Salma Hayek si rivelano scelta centrata, la combinazione ideale, nell’immaginario collettivo, di Arturo e Camilla versione fools in love, rivisitata rispetto alla descrizione meno passionale di Fante. Provocante, delicata e fragile, lei, quanto basta perché un impacciato Arturo Bandini, ne rimanga assolutamente rapito. Il film, sviluppa l’intreccio amoroso, focalizzando su di esso ogni attenzione. Un amore appassionato e tormentato, dal dramma insito: una mela rossa, sana in vista con il marcio dentro. Arturo Bandini e John Fante, si ritrovano spiritualmente uniti, in un finale che – con buona pace di lettori e spettatori – mette d’accordo pubblico, autore e regista.



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