photo

NETFLIX

copertine blog.jpeg

NOW TV

footer
pngwing.com(17)
sis nero

ULTIMI ARTICOLI

I PIÙ LETTI

SOSTIENI IL PROGETTO

In Bruges - La coscienza dell'assassino

05/04/2009 10:00

Marco D'Amato

Recensione Film,

In Bruges - La coscienza dell'assassino

“La coscienza dell’assassino”: in quanti hanno provato a descriverla sullo schermo? Sicuramente Scorsese, più recentemente Cronenberg...

3371-.jpeg

“La coscienza dell’assassino”: in quanti hanno provato a descriverla sullo schermo? Sicuramente Scorsese, più recentemente Cronenberg. Martin McDonagh, autore teatrale e premio Oscar per il miglior cortometraggio nel 2006, qui al suo primo film, ci prova in un modo personalissimo: sullo sfondo di un classico noir, con protagonisti due killers in fuga dalla legge e dalla propria vita, costruisce una splendida tragicommedia, carica di richiami laterali e vicende parallele incastonate sullo sfondo fiabesco di Bruges, cittadina medievale fiamminga ricchissima di fascino e storia.


L’apparente normalità dei due protagonisti viene scalfita dal ricordo del motivo della loro presenza in Belgio: Ken (Brendan Gleeson), pacato, tranquillo e bonario signore di mezza età affascinato dalle bellezze della città e ansioso di scoprirle come ogni turista del mondo, deve sopportare e tenere a freno l’esuberanza del più giovane Ray (Colin Farrell), irlandese dal sangue caldo, per nulla interessato al fascino della cultura e attratto in maniera decisamente maggiore dalla birra e dalle donne. I flashback, che narrano la loro storia, portano a galla il dramma che li unirà per sempre e i fantasmi da cui fuggono senza sosta: da una parte la solitudine di Ken, segnato dalla morte della moglie, che cerca nell’arte la risposta alle sue domande sulla vita, e che trova, nel suo ruolo di chioccia al giovane compagno, un’occasione per riscattare la sua esistenza, a costo di rinnegare il proprio compito. A questo viene affiancata la depressione di Ray, tormentato dai sensi di colpa e annichilito dal suo stesso desiderio di suicidarsi, per porre fine a una sofferenza che nessuno al mondo sembra poter lenire. La loro disillusione, increspata da un pizzico di dubbio e di umana speranza, è tutta nel breve dialogo davanti al Giudizio Universale di Bosch, tra Paradiso, Inferno, Purgatorio e la stagione del Tottenham.


Bruges con i suoi numerosi vicoli, canali, chiese, palazzi e con la sua aura di fiaba e di mistero, diventa una sorta di luogo dell’anima, uno spazio dove perdersi completamente e cercare le proprie risposte, tra infinite variabili e incidenti di percorso, persi in una costellazione di varia umanità. Dalla bella Chloe che diventa una sorta di ancora di salvezza per Ray, all’attore nano razzista e con problemi di droga, al fornitore di armi con dubbi semantici e alla giovane proprietaria, incinta, dell’albergo: un prezioso inno alla vita in una storia impregnata di morte. Su tutto e tutti aleggia però, come una punizione divina, un emblema dell’ineluttabilità del Fato, l’iracondo e coprolalico Harry (Ralph Fiennes), spietato esecutore materiale della volontà del Destino. Alla trama, cupa e forte, fa da contraltare la leggerezza di alcune scene: il conflittuale rapporto odio-amore che lega i due protagonisti come fossero padre e figlio, reso verosimile dall’interpretazione dei due attori – in particolare quella di Colin Farrell, che regala al suo personaggio un indole scanzonata e fanciullesca in evidente contrasto col ruolo di killer. Come non citare, poi, le deliranti visioni apocalittiche del nano, le surreali apparizioni in absentia (lettere,telefonate) di Harry e della sua contorta personalità, la rissa con la coppia yankee al ristorante e il resoconto finale alla stregua di una scaramuccia tra bambini capricciosi. A incorniciare il rendez-vous decisivo è un delirio onirico che fa collidere le vite e i destini di Ken, Ray e Harry, mescolati ai personaggi di Bosch a passeggio, come incubi, tra la fitta nebbia di Bruges. Una menzione a parte meritano le musiche, delicate e sognanti, di Carter Burwell, compositore prediletto dei fratelli Coen: se riuscite a rimanere indifferenti mentre le note accompagnano Ken e Ray alla scoperta dei canali della città, questo film non fa proprio per voi.


sisbianco
sisbianco

un progetto di Piano9 Produzioni

cinemadvisor
Silenzioinsala.com © | All Right Reserved | Powered by Vito Sugameli

Disclaimer legale
SilenzioinSala.com è un blog culturale e divulgativo gestito da appassionati di cinema, senza alcuno scopo di lucro. Non rappresenta una testata giornalistica ai sensi della Legge n. 62/2001, poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità regolare e senza struttura redazionale organizzata. Tutti i contenuti pubblicati – articoli, recensioni, approfondimenti e immagini – hanno esclusivamente finalità informative, educative e critiche, in pieno rispetto della normativa sul diritto d'autore (L. 633/1941, art. 70 e seguenti). Le immagini utilizzate (come locandine, fotogrammi, still promozionali, loghi, ecc.) sono di proprietà dei rispettivi titolari dei diritti (produttori, distributori, artisti, ecc.) e vengono impiegate unicamente a scopo illustrativo e senza fini commerciali. Se un contenuto visivo pubblicato risultasse lesivo di diritti di proprietà intellettuale, invitiamo i titolari a contattarci per richiederne la modifica o la rimozione, che sarà effettuata con tempestività. SilenzioinSala.com declina ogni responsabilità civile e penale per un eventuale utilizzo improprio, illecito o strumentale dei contenuti da parte di terzi. Il sito può ospitare banner pubblicitari gestiti da circuiti esterni, il cui unico scopo è contribuire alla copertura dei costi tecnici e di gestione (hosting, manutenzione, domini, ecc.). La presenza di tali annunci non costituisce in alcun modo promozione o approvazione da parte nostra dei prodotti o servizi pubblicizzati. Non siamo responsabili per eventuali contenuti ingannevoli o dannosi presenti nei materiali promozionali visibili tramite il sito. Per maggiori informazioni clicca qui.