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17 again - Ritorno al liceo

21/05/2009 11:00

Stefano Camaioni

Recensione Film,

17 again - Ritorno al liceo

Mike (Matthew Perry) ha quarant'anni, una vita insoddisfacente ed una sfilza di rimpianti che lo accompagnano costantemente in ogni momento della sua giornata..

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Mike (Matthew Perry) ha quarant'anni, una vita insoddisfacente ed una sfilza di rimpianti che lo accompagnano costantemente in ogni momento della sua giornata. In adolescenza era una grande promessa: capitano della squadra di pallacanestro, fidanzato (ora maritato in procinto di divorziare) con la ragazza più bella e gettonata di tutto il liceo, apprezzato talento sportivo e scolastico, pago di una borsa di studio mai sfruttata e di una carriera da cestista orribilmente sprecata, Mike vive la sua frustrante esistenza lasciando che i giorni passino silenziosamente.


Ma una seconda occasione è dietro l'angolo ed il miracolo sta per avverarsi: dopo aver tentato di salvare un curioso custode dal suicidio, l'uomo scopre improvvisamente di essere tornato, fisicamente, il giovane adolescente (interpretato da Zac Efron) di un tempo. Per Mike è l'occasione per cambiare le cose, una seconda opportunità fatta per cambiare se stesso e la propria esistenza, affrontando le cose con nuova e matura intelligenza.


Il tema portante del film è più o meno lo stesso di mille altri: carpe diem, tempus fugit. Il regista Burr Steers ha cercato di inserire degli elementi di natura sociale nella pellicola, affrontando tematiche come il bullismo, l'amicizia, l'integrazione e tanti altri temi cari ai giovani contemporanei. Peccato però che 17 again sia un continuo deja vu, una miscela discretamente riuscita dei più disparati film di genere. Divertente e stancante allo stesso tempo, il film riesce ad intrattenere il pubblico per la tutta sua durata, lasciando però poco o nulla all'uscita dalla sala. Niente da incolpare ad una pellicola che, iniziata e finita nel nome dell'intrattenimento più spensierato, non ha la benché minima pretesa di andare oltre. Zac Efron, piuttosto, sempre più ingabbiata in ruoli bidimensonali, ci si augura di vederlo al più presto sdoganato dal personaggio dell'adolescente bello e piacione. In sostanza, 17 again è un innocuo vaso di pandora: un involucro contenente moralismi fini a se stessi e battaglie sociali così pacate da renderne esplicita la superficialità.



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