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Tormented

15/06/2011 11:00

Maurizio Encari

Recensione Film,

Tormented

Si sentiva ancora bisogno di uno ghost-slasher prodotto direttamente per il mercato home video? Tormented sembra dare una risposta positiva all'annosa domanda p

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Si sentiva ancora bisogno di uno ghost-slasher prodotto direttamente per il mercato home video? Tormented sembra dare una risposta positiva all'annosa domanda per gli amanti di questo sotto-genere horror. Nei panni dell'incubo di turno troviamo addirittura lo spirito vendicativo di un obeso con problemi relazionali, da poco morto suicida in seguito alle vessazioni dei compagni del ricco college dove studiava. Già l'esigua figura pronta a mietere vittime fa capire il versante su cui punta il film di Jon Wright, al suo esordio nel lungometraggio.


Che sia di provenienza britannica lo si capisce subito dalla sferzante ironia nera che permea sin dai primi istanti la storia, e dalla caratterizzazione volutamente stereotipata dei protagonisti, interpretati da un cast di semi-sconosciuti che se la cavano comunque discretamente nei panni delle vittime sacrificali. Non manca anche uno sguardo, a dire il vero più consono alla storia che inserito realmente per porne un accento sulla natura sociale del problema, al bullismo e alle conseguenze che questo può condurre nelle menti più deboli. Ma ciò che interessa, più che l'analisi socio-psicologica che come detto è solo accessoria, è la quantità di sangue e violenza che riempe le immagini. Ebbene, con una virata splatter senza mai eccedere però nella brutalità più truce, alcune delle uccisioni di Tormented si rivelano quantomeno originali, mostrando l'interessante abilità citazionista del regista (da gustarsi il breve, e irresistibile, rimando a Il sesto senso). Ecco perciò che i novanta minuti scarsi del film riescono a divertire, distaccandosi dalle produzioni, per lo più americane, di teen-movie a tema, e dimostrando che con qualche buona idea si può ancora dire qualcosa in un settore sin troppo inflazionato negli anni. La paura si tramuta prima in messaggi di provenienza tecnologica (telefonini, internet) per poi dilagare nella sua più pura essenza da ghost-story, e come spesso in questo genere di racconti, i motivi razionali vanno tranquillamente a farsi benedire. Ma ciò che conta in fondo è che Tormented adempie pienamente al suo compito, divertendo, spaventando e intrattenendo gli spettatori. Dimenticavamo: prima di ogni rapporto sessuale che ha luogo durante gli eventi, è sempre mostrato l'uso del preservativo. Perché si può morire per qualche spirito che torna all'aldilà, ma non sia mai per malattie veneree.



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