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I tre moschettieri

17/10/2011 11:00

Gabriele di Grazia

Recensione Film,

I tre moschettieri

La Parigi del XVII secolo è la protagonista assoluta di quest’ ultima, aggiornata, versione de I tre moschettieri diretta dal regista inglese Paul W...

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La Parigi del XVII secolo è la protagonista assoluta di quest’ ultima, aggiornata, versione de I tre moschettieri diretta dal regista inglese Paul W. S. Anderson (Resident Evil, Alien vs. Predator), pellicola vagamente ispirata al celebre racconto di Alexandre Dumas, che unisce una buona dose d’azione ad effetti speciali incredibilmente convincenti. In tempo di reboot cinematografici anche per D’Artagnan e compagni era arrivato il momento di vivere nuove avventure, e Anderson, da sempre un amante del libro, ha deciso, insieme al produttore Jeremy Bolt, di fare un film totalmente diverso da quelli precedenti, un prodotto che mostrasse, grazie all’ausilio della computer grafica, per la prima volta l’universo in cui si muovevano il giovane Re Luigi XIII ed il cardinale Richelieu. Il risultato, davvero ammirevole, è una Parigi restituita fedelmente nei suoni e nelle atmosfere dell’epoca, una fantastica immersione in una realtà fuori dal tempo.


La storia è quella di D’Artagnan (Logan Lerman), un giovane cresciuto in campagna che sogna di avere successo in città diventando un moschettiere. Arrivato a Parigi si imbatte fortunosamente in Athos (Matthew Macfadyen), Porthos (Ray Stevenson) e Aramis (Luke Evans), tre moschettieri ormai disillusi ed annoiati che non hanno più nessuno scopo nella vita. Dopo averli aiutati in un duello mirabolante con le guardie del cardinale Richelieu (Christoph Waltz), durante il quale fa la conoscenza della bella Costance (Gabriella Wilde), si conquista la loro fiducia e fa tornare nuovamente in loro la voglia di avventura. Alla corte del re Luigi XIII (Freddie Fox) i nostri vengono a conoscenza di un complotto che minaccia la Corona ed in cui sono coinvolti lo stesso cardinale e Milady De Winter (Milla Jovovich), passato amore di Athos che anni prima lo aveva tradito in favore del Duca di Buckingham (Orlando Bloom). Per evitare che si scateni una guerra sanguinosa tra le due nazioni i quattro dovranno giungere in Inghilterra, affrontando un viaggio pericoloso che potrebbe essere per loro senza ritorno.


Nonostante il film risulti nell’insieme pieno di ritmo e molto gradevole, non si può fare a meno di pensare che il regista abbia puntato tutto sulla spettacolarità delle immagini tralasciando di dare il giusto spessore ai personaggi, che appaiono, purtroppo, privi di mordente. Ciò va a scapito della buona prova recitativa degli attori (uno su tutti Orlando Bloom per la prima volta nelle vesti di un cattivo cool tutto orecchini e merletti) che, travolti dalla velocità con cui si susseguono i fatti, non hanno il tempo di rimanere impressi nella mente e nel cuore dello spettatore, sempre più assuefatto alla computer grafica di cui la pellicola abbonda. Non mancano nemmeno i richiami ad altri film da cui il regista attinge a piene mani. Vediamo, ad esempio, una poco credibile Milla Jovovich schivare pallottole a rallentatore come Neo in Matrix, o i moschettieri sguainare le sciabole in corsa seguiti da un carrello laterale come Leonida in 300. A metà pellicola si sconfina addirittura nella pura fantascienza con l’inserimento di vascelli volanti simili a dirigibili che si combattono l’un l’altro in una lunga sequenza che, in modo palese, cita lavori come Guerre Stellari, Master and Commander - Sfida ai confini del mare e Pirati dei Caraibi. Sicuramente si poteva fare meglio, rimanendo un po’ più con i “piedi per terra” e seguendo meglio l’evoluzione di ciascun personaggio, ma questo restyling dell’epopea di Richelieu, anche se riuscito a metà, coi suoi fuochi d’artificio e i suoi colori sfavillanti, piacerà molto a un target giovane, a cui la pellicola è palesemente rivolta. Da evitare il solito, inutile, 3D che non aggiunge nulla alla narrazione e anzi scurisce di molto l’immagine su schermo.


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