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Il Gatto con gli Stivali

27/11/2011 11:00

Martina Calcabrini

Recensione Film,

Il Gatto con gli Stivali

Era il 2004 quando il Gatto con gli stivali, niente di più che un personaggio secondario, faceva capolino in Shrek 2 in qualità di assassino assoldato da Re Har

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Era il 2004 quando il Gatto con gli stivali, niente di più che un personaggio secondario, faceva capolino in Shrek 2 in qualità di assassino assoldato da Re Harold per uccidere l’orco verde. Impossibile, però, resistere al tenero gattino dagli occhioni dolci capace di conquistare grandi e piccoli, buoni e cattivi, solo sbattendo le palpebre. E così, proprio i produttori della Dreamworks affidano la regia a Chris Miller per realizzare lo spin-off di Shrek e raccontare la vera storia del Gatto, da quando era una tenera palla di pelo fino alla sua trasformazione in leggenda.


Un gattino appena nato viene abbandonato davanti alla porta di un orfanotrofio. Le uniche persone a cui riesce a legarsi sono la donna di servizio che lo tratta come se fosse suo figlio, e l’uovo Humpty Alexander Dumpty, suo amico e fratello di “sangue”. I due compagni di sventura crescono abbandonandosi alle scorribande quotidiane, necessarie ad uccidere la noia di vivere giorno dopo giorno chiusi nello stesso luogo. Humpty e Gatto, cresciuti a favole ed acqua, coltivano il sogno di trovare i fagioli magici che li condurranno dalla Gallina dalle uova d’oro. Ogni mattina, dunque, vanno alla ricerca di semi di fagioli, disposti anche a derubare i malcapitati di turno, per piantarli nel cortile dell’orfanotrofio e veder crescere la famosa pianta magica. Durante un furto andato male, però, Humpty viene catturato mentre Gatto riesce a fuggire, esiliato per sempre dalla cittadina di San Riccardo. Dopo anni di ricerca, l’uovo riesce a ritrovare Gatto e, con l’aiuto dell’abile Kitty "Zampe di velluto", a convincerlo a realizzare il colpo del secolo: rubare i veri fagioli magici ai perfidi Jack e Jill. I nostri eroi ci riusciranno al primo colpo ma qui, “gatta ci cova”.


Cappellone di velluto, stivali con tacco e un’affilata spada sono i segni della stima che la mamma e il villaggio di San Riccardo nutrono per lui, almeno all’inizio. Quando viene giudicato fuorilegge e viene cacciato, Gatto è sempre in movimento, in fuga, costretto ad ordinare bicchieri di latte in squallidi e polverosi pub messicani. Ed è proprio durante una delle sue inesorabili fughe che il micio si scontra con Kitty, un’abile spadaccina (e ladruncola) capace di fargli perdere la testa. Così comincia l’intrepida avventura di Gatto e i nuovi personaggi Kitty e il malefico Humpty Dumpty, tra rivalità, promesse, bugie e compromessi. Sarebbe stato infatti troppo semplice e comunque scontato accettare la sfida della Dreamworks tirando in ballo tutti quei compagni di viaggio che Gatto aveva già incontrato nelle precedenti pellicole. Miller, regista del criticato Shrek Terzo, ne crea di nuovi e dirige una storia indipendente dal futuro incontro con Shrek, Fiona e i loro amici. Poco importa se le gag sono più infantili, se ci sono meno riferimenti cinematografici e se la leggenda dei fagioli magici è rivolta maggiormente ad un pubblico fanciullesco. L’animazione 3D, le scene live action, i combattimenti ricorrenti, le corse affannate sui tetti e i vari “dialetti” dei personaggi, sono tutti gli elementi di questa favola moderna che, insieme ai valori di amicizia, famiglia e amore, non possono non conquistare un pubblico eterogeneo.


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