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Hesher è stato qui

02/02/2012 12:00

Marco D'Amato

Recensione Film,

Hesher è stato qui

Nel circuito dei film indipendenti si è parlato molto di questo Hesher è stato qui! e ora che è arriva in Italia capiamo il perché...

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Nel circuito dei film indipendenti si è parlato molto di questo Hesher è stato qui! e ora che è arriva in Italia capiamo il perché. Spencer Susser ha girato un film davvero sui generis, una storia drammatica intrisa di humor nero, un racconto di rinascita brutale, esagerato fino al parossismo.


L’adolescente TJ (Devin Brochu) ha perso la madre in un incidente stradale e la sua vita è andata in pezzi, sente di aver perso tutto e di non avere nulla per cui valga la pena continuare. La sua sola ossessione è ricomprare il rottame della macchina della madre, unico elemento tangibile che lo lega ancora a lei. Suo padre Paul (Rainn Wilson) è ridotto ancora peggio: vegeta sul divano, passa le giornate a dormire e guardare la televisione in totale silenzio. A niente servono le amorevoli cure della nonna di TJ (Piper Laurie, la candidata all’Oscar per Carrie e Lo spaccone) che cerca in tutti modi di riaccendere la fiamma nei cuori ormai spenti del figlio e del nipote. Una mattina, mentre sfoga la sua rabbia in un cantiere, TJ fa la conoscenza di Hesher (Joseph Gordon-Levitt), un giovane metallaro pieno di tatuaggi e dai modi rudi e sbrigativi. Senza essere strato invitato, Hesher si sistema nel garage della casa di TJ e diventa parte integrante della famiglia. È rozzo, animalesco, volgare e impulsivo, un rullo compressore impazzito lanciato a tutta velocità, è il contraltare ferino alla vacuità di Paul e TJ. La sua voglia di vivere è la stessa che anima, in modi e forme diverse, la nonna di TJ con la quale stringe immediatamente un legame particolare. Gli assurdi stratagemmi con i quali cerca di risvegliare la vitalità di TJ portano il ragazzino all’esasperazione: le sue battaglie con un bulletto locale, Larry (John Carroll Lynch) e la sua cotta per una giovane cassiera, Nicole (Natalie Portman), vengono riarrangiate da Hesher in chiave hard-rock tra risse, incendi, effrazioni e minacce. Il crescente risentimento di TJ verso il folle coinquilino lo aiuterà a ritrovare una forza e una voglia di vivere che esploderà in tutta la sua potenza dopo l’ennesimo lutto.


Divertente, travolgente e spiazzante, Hesher è stato qui! accusa qualche battuta a vuoto solo in una sceneggiatura che, premiando giustamente la figura del protagonista, penalizza un po’ il dramma interiore di TJ e Paul con il quale difficilmente lo spettatore potrà entrare in sintonia. E se la brutalità di Hesher ha il mero scopo di risvegliare le coscienze assopite di TJ e di suo padre, a volte si ha l’impressione che Susser calchi davvero un po’ troppo la mano e si spinga oltre un certo limite. Assolutamente strepitoso Joseph Gordon-Levitt (già visto in 500 giorni insieme e in Inception) che regala una performance di fisicità ed espressività di grande livello; ottimo tutto il resto del cast tra cui spicca una Natalie Portman (anche co-produttrice del film) versione acqua e sapone in maglione e occhialoni da vista. Il logo del film, con il nome Hesher con la lettera iniziale e quella finale allungate a formare un fulmine, ricalca il logo dei Metallica, leggendaria metal-band americana omaggiata anche da una colonna sonora incentrata tutta sui brani dei loro primi tre album, da Anesthesia e Fight fire with fire a The shortest straw e Battery, in perenne rotazione nell’autoradio dello scassatissimo van di Hesher, assieme agli immancabili Motorhead. Una manna per un cultore del metal anni ’80: ascoltare Motorbreath sui bellissimi titoli di coda - illustrati come murales - vale da solo il prezzo del biglietto.



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