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A simple life

29/02/2012 12:00

Erika Pomella

Recensione Film,

A simple life

A simple life: un titolo semplice per una pellicola che proprio nella semplicità ha trovato la via per affascinare il difficile pubblico del Festival di Venezia

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A simple life: un titolo semplice per una pellicola che proprio nella semplicità ha trovato la via per affascinare il difficile pubblico del Festival di Venezia, dove il film di Ann Hui ha portato la sua protagonista, Deanie Ip, a vincere la Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile. Mentre la commovente storia tratteggiata dal film The Help descrive il rapporto d’amicizia tra domestica e signora, A simple life arriva per dare al pubblico una nuova versione di questo rapporto che trova le sue radici, a voler guardare lontano, nel rapporto tra Rossella O’Hara e la sua Mami in Via Col Vento.


Ah Tao (la bravissima Ip) è la "amah" – ossia la domestica – di una ricca famiglia. Dopo aver passato tutta la sua vita al servizio dei padroni di casa e averne cresciuto l’erede Roger, la donna sente la vecchiaia prendere il sopravvento e chiede di essere mandata in una casa di riposo. Roger accetta il desiderio della sua vecchia tata, scegliendo per lei una casa di cura di ottimo livello. Riconoscente alla donna che l’ha cresciuto, Roger non abbandonerà mai Tao, visitandola e accompagnandola verso la morte.


A simple life è il racconto lineare e pulito di un affetto duraturo e solido; il legame che si instaura tra Roger e la sua tata viene trattato da Ann Hui con una sincerità disarmante, che non fa sfoggio di nessun espediente narrativo, ma che al contrario si contenta di riportare il corso di una quotidianità che non offre i colpi di scena tipici della narrazione cinematografica. Piuttosto si adagia sulla routine come punto di riferimento di una donna che, dopo aver passato la vita, quasi non riesce ad accettare la riconoscenza e l’affetto dell'uomo che ha cresciuto come un figlio e al quale ha dedicato tutta l’esistenza. E sta proprio in questa semplice donna dalle spalle curve e dal sorriso timido che si nasconde la potenza di un film che affascina proprio per il coraggio di descrivere la vita nella sua autenticità: un susseguirsi di giorni tutti simili tra loro, scandita dall’affetto delle persone che ci circondano. Deanie Ip regala al pubblico un’interpretazione delicata e piena di malinconia che ben si addice al carattere della domestica che non vuol essere un peso per il suo pupillo. Il tutto accompagnato da una colonna sonora melodiosa e poetica, che ben si amalgama allo stile registico della Hui. Piccolo gioiello del cinema cinese, A simple life emoziona senza raccontare niente di nuovo, e proprio per quella sua semplicità arriva al cuore di chi guarda, senza filtri o artifizi.



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