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Quell'idiota di nostro fratello

09/06/2012 10:00

Aurora Tamigio

Recensione Film,

Quell'idiota di nostro fratello

Ned Rochlin (Paul Rudd) è un ingenuo trentenne con la sindrome di Peter Pan e un lavoro nell’agricoltura biologica...

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Ned Rochlin (Paul Rudd) è un ingenuo trentenne con la sindrome di Peter Pan e un lavoro nell’agricoltura biologica. Quando finisce nei guai per aver venduto droga ad un poliziotto, la fidanzata lo lascia, togliendogli il lavoro e anche il cane. A Ned non resta altra scelta che rivolgersi alle tre sorelle, le cui vite di donne in carriera rischieranno di essere messe a dura prova dalla schiettezza e bontà di cuore del fratello.


A presentare Our idiot brother basterebbe dire che Quentin Tarantino - dai gusti francamente discutibili quando non si tratti della sua personale filmografia - lo ha inserito nella propria lista dei dieci film migliori dell’anno. Anche se in Italia arriva con quasi un anno di ritardo dalla sua presentazione ufficiale, negli USA il film è stato un vero caso. Oltre ad aver partecipato con successo al Sundance Film Festival 2011, insieme ad alcuni dei migliori prodotti del cinema indipendente dell'ultima stagione, Quell’idiota di nostro fratello, costato ai produttori appena 5 milioni di dollari, ne ha incassati ad oggi ben 25. Ci deve essere dunque qualcosa che rende la pellicola di Jesse Peretz, a prim’occhio l’ennesimo insulso prodotto dell’America contro, un film familiare, o almeno gradito, al pubblico americano. Innanzitutto c’è il soggetto, un derivato del più celebre genere di sit-com, quello a tema familiare, dove si raccontano le vicende di una famiglia pasticciona e di uno dei membri, più brillante degli altri. Poi ci sono gli attori, protagonisti di un cinema di consumo che sbanca il botteghino tanto negli USA come nel resto del pianeta: Paul Rudd, Elizabeth Banks, Zooey Deschanel. Infine l’ambientazione, una parodia che oscilla fra l’America “cool”, in carriera, e le aspirazioni bucoliche di Ned.


Eppure tutti questi riferimenti spiegano solo in parte il successo di un film esile, la cui trama si basa su un elementare gioco di contrapposizioni e situazioni pseudo-comiche nate dallo straniamento del protagonista in un contesto che non gli appartiene, e dal leitmotiv dell’imbranato ma buono di cuore che porta amore e positività nelle vite intrappolate delle sorelle. La commedia di Peretz lascia trapelare in ogni fotogramma l’intenzione di eguagliare lo straordinario Little Miss Sunshine, con cui condivide i produttori. Nonostante gli sforzi però, l’unico punto di incontro fra le due pellicole risulta essere l’ambientazione nella “tipica famiglia americana”. Quello che lì era un meraviglioso road trip in un’America moderna qui è poco più che un accumulo di gag e buoni sentimenti, attorno al personaggio macchiettistico di Paul Rudd che fa rimpiangere le sue interpretazioni nelle commedie romantiche degli anni ’90.


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