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Adorabili amiche

13/06/2012 11:00

Martina Calcabrini

Recensione Film,

Adorabili amiche

Se la vita, improvvisamente, smette di sorriderti, non c’è niente di meglio che fare le valigie e partire...

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Se la vita, improvvisamente, smette di sorriderti, non c’è niente di meglio che fare le valigie e partire. Benoît Pétré scrive e firma la regia della commedia Adorabili amiche, un’avventura on the road tutta al femminile che ironizza sulla voglia di evasione di tre cinquantenni sull’orlo di una crisi di nervi.


Gabrielle, Nelly e Chantal sono tre donne molto diverse, conosciutesi al college e divenute amiche perché tutte innamorate e puntualmente deluse dallo stesso uomo, Philippe. La prima è una donna sempre a caccia di avventure, la seconda è una svampita professoressa di inglese e la terza è una svogliata promoter di cioccolata biologica. Quando vengono invitate al matrimonio dell’uomo, le amiche decidono di partecipare alla festa solo per scoprire chi sia la futura moglie, ovvero l’unica persona che è riuscita a convincere il latin lover a salire sull’altare. Partono con la vecchia DS di Gabrielle alla volta de La Rochelle, la piccola cittadina incantata in cui avrà luogo la cerimonia.


Il confronto con il classico del genere, Thelma & Louise, è lampante, oltre che dai primi minuti, anche dal titolo originale della pellicola. Nonostante le intenzioni dichiarate dal regista, il film si discosta subito dal modello e prende una piega inaspettata. Le tre donne, descritte minuziosamente nelle loro rispettive fragilità, divergono dal sentiero di ribellione delle protagoniste di Ridley Scott e divengono, ben presto, delle macchiette monocromatiche che si perdono nella vastità di uno sfondo variopinto. I continui battibecchi esaltano le loro radicali diversità ma privano i personaggi di quell’ingenua naturalezza essenziale alla riuscita dei giochi di parole. I tic nervosi dell’una, la goffaggine esagerata dell’altra e l’eccessiva frivolezza della terza cozzano prepotentemente con la spensieratezza di una storia troppo spesso interrotta da pause e rallenti. Ad eccezione del ritmo della narrazione, però, la regia è rigorosa e la fotografia naturalistica esalta i paesaggi urbani e rurali, regalando allo spettatore cartoline di estrema bellezza. Tra vestiti attillati ma demodé e sguardi provocanti, Adorabili amiche è una pellicola malinconica e disillusa che ci ricorda, nonostante le difficoltà e le (inevitabili) crisi di mezza età, che bisogna imparare a convivere con l’amore e, soprattutto, con l’eventualità di doverne fare a meno.



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