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Paura 3D

14/06/2012 11:00

Marco D'Amato

Recensione Film,

Paura 3D

A breve distanza da L’arrivo di Wang arriva al cinema il nuovo lavoro dei Manetti Bros...

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A breve distanza da L’arrivo di Wang arriva al cinema il nuovo lavoro dei Manetti Bros., che conferma l’elemento macabro come parte del DNA dei due registi romani. Paura 3d è un omaggio tout-court al cinema italiano d'orrore degli anni ’70, con Argento e Bava su tutti.


Ale (Domenico Diele, la giovane recluta di ACAB), Simone (Lorenzo Pedrotti) e Marco (Claudio Di Biagio, youtuber famoso per il suo canale "Nonapritequestotubo") sono tre ragazzi della periferia romana che cercano di sbarcare il lunario sognando un futuro migliore lontano da quella realtà. Marco ci prova suonando in una rock-band, Simone ha scelto la strada dell’università mentre Ale lavora come meccanico in un’officina. Suo cliente fisso è il Marchese Lanzi (Peppe Servillo), maniaco di vetture d’epoca in partenza per un auto-raduno in Svizzera. In una delle sue macchine lasciate in officina, Ale trova il mazzo di chiavi della lussuosissima villa del Marchese nella campagna romana, e decide di approfittarne per godersi un weekend da urlo con gli amici. Nella cantina della villa però Simone trova incatenata la giovane Sabrina (Francesca Cuttica); l’improvviso ritorno del Marchese porterà i tre ragazzi a dover lottare per la vita.


Paura 3D si muove con sicurezza nei percorsi classici e battuti abbondantemente del cinema di genere, riservandosi una buona dose di ironia e di sangue. Le scene splatter sono affidate al maestro italiano degli effetti speciali, Sergio Stivaletti, che gioca con lo spettatore affezionato regalandogli qualche chicca. Buona la prestazione del cast su cui spicca un Servillo nelle inconsuete vesti dell’orco cattivo: il suo personaggio coglie davvero nel segno grazie allo scontro tra il suo aspetto pacifico, serioso e austero e la ferocia delle sue azioni. A penalizzare il risultato dell'intero film è il finale, eccessivamente prolisso e dilatato, privo del necessario mordente. Efficace il 3D che però, come spesso accade, si riduce ad essere un semplice surplus. Lo stesso film, senza gli ormai gettonatissimi occhialetti, non sarebbe cambiato di una virgola nel risultato complessivo.



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