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Project X - Una festa che spacca

15/06/2012 11:00

Erika Pomella

Recensione Film,

Project X - Una festa che spacca

«Warner Bros...

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«Warner Bros. Pictures, e i produttori vogliono scusarsi con gli ufficiali di polizia e con tutti i residenti della città di Nord Pasadena, CA, per gli eventi che state per vedere». Le parole che, emulando la funzione di un cartello d’avvertenza, introducono la pellicola preparano lo spettatore al mondo diegetico che sta per vedere. Project X è la storia di un gruppo di ragazzi adolescenti che, per il compleanno di uno di loro, complice la momentanea assenza di genitori assennati, decidono di organizzare una festa con la speranza di aumentare la loro popolarità. Tuttavia, nell’epoca dei social network e delle comunicazioni lampo, il passaparola finirà per trasformare la festa in un vero e proprio girone infernale.


Il regista Nima Nourizadeh dirige un film che palesemente strizza l’occhio al filone goliardico rinverdito dal fortunato Una notte da leoni - non a caso tra i produttori della pellicola spunta il nome di Todd Phillips. Abbassando la soglia d’età dei protagonisti il regista tenta di rivolgersi ad una fetta di pubblico più ampia, che pesca a piene mani dall’uditorio di film come American pie o i vari Scary Movie. Il risultato è un ruffiano mockumentary, che utilizzando la tecnica della ripresa a mano tipica dei reportage, riprende la finzione di un mega party a stelle e strisce, fatto di orge, sfide alcoliche, incidenti stradali e così via. Pur presentando alcune scene divertenti, Project X rimane un prodotto mediocre che, alla totale mancanza di originalità, non riesce ad affiancare un brio narrativo che possa porre la pellicola al di là del facilmente dimenticabile. Persino la scelta registica del racconto amatoriale a volte fa dell’eccesso il suo marchio di fabbrica, rendendo difficoltosa la fruizione. Il montaggio troppo serrato, con inquadrature caratterizzate da veloci zoom svelano l’inesperienza del regista, al suo esordio in campo cinematografico. Va però aggiunto che, nell’universo politicamente scorretto di Project X, si avverte un sottosuolo di puro guilty pleasure, un’assoluta incapacità di distogliere lo sguardo per vedere quale altra malefatta i protagonisti nerd arriveranno ad aggiungere al loro carnet.



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