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ParaNorman

10/10/2012 11:00

Martina Calcabrini

Recensione Film,

ParaNorman

Si ha sempre paura dell'ignoto, di quel che non si conosce o non si riesce a capire...

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Si ha sempre paura dell'ignoto, di quel che non si conosce o non si riesce a capire. L'oscuro, il misterioso e il paranormale attraggono e, nello stesso tempo, spaventano coloro che sono speranzosi di ricevere delle risposte ai grandi interrogativi della vita. Il regista Sam Fell (Giù per il tubo) e l’esordiente Chris Butler, forti della loro collaborazione ne La sposa cadavere di Tim Burton, siedono in cabina di regia per dirigere una pellicola d'animazione che unisce le atmosfere orrorifiche tipiche di Romero alle tinte fosche e inquietanti di derivazione kinghiana.


Norman non è un bambino come gli altri. Lui possiede il dono di vedere la gente morta, cosa di cui gli adulti sono estremamente spaventati. I suoi concittadini, i compagni di classe e gli stessi familiari lo ritengono un freak e lo considerano soltanto un ragazzino bizzarro che parla con i morti perché detesta il mondo reale in cui vive. Nella notte della strega, però, lo zio di Norman muore e il bambino sembra l'unica persona in grado di salvare la città da un'orda impazzita di zombie, manovrati dalla perfida megera.


L'animazione, da anni ormai, si è rivelata un mezzo espressivo ibridabile, perfettamente modellabile su strutture disparate e, quindi, capace di fondere insieme temi e stilemi appartenenti a generi diversi. ParaNorman sposa personaggi animati con un'eccellente stop motion a una storia che, a tutti gli effetti, racchiude i cliché dei più grandi film dell'orrore degli anni '60 e '70. Da La casa di Raimi a Creepshow, da La notte dei morti viventi a Poltergeist, passando per Venerdì 13 e i più recenti La famiglia Addams, The blair witch project e Il sesto senso. Unendo le musiche rap di ultima generazione ai brani pop di Michael Jackson e al sempreverde leitmotiv carpenteriano di Halloween, la sceneggiatura di Chris Butler utilizza l’umorismo macabro raimiano per dissacrare tutti i luoghi comuni che hanno reso celebre gli zombie-movie. Norman, rapportandosi con i non morti, con i fantasmi e con la secolare strega malefica, rappresenta una discordanza, una disarmonia, a cui la comunità deve subito porre rimedio. Soltanto Neil, un amico leale e fedele che tanto ricorda il Sam de Il signore degli anelli, sembra disposto a concedergli una possibilità, anche a costo di dover fare personalmente i conti con i mostri che tanto lo terrorizzano. Persino l’adorabile nonna, angelo custode di Norman, protegge il nipote, lo assiste e lo sprona costantemente ad affrontare le proprie paure per crescere e diventare la persona forte e coraggiosa che è destinata ad essere. ParaNorman è un film sull’amicizia, sull’amore, sull’affetto e sulla necessità di imparare ad accettare coloro che, per aspetto o inclinazione, volenti o nolenti, appaiono diversi.



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