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The Iceman

23/10/2012 11:00

Erika Pomella

Recensione Film,

The Iceman

Ritchie (Michael Shannon) è un uomo dal passato turbolento, alla ricerca di un'esistenza tranquilla, che per guadagnarsi da vivere masterizza film porno...

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Ritchie (Michael Shannon) è un uomo dal passato turbolento, alla ricerca di un'esistenza tranquilla, che per guadagnarsi da vivere masterizza film porno. La sua vita subisce una sferzata quando il boss della mafia Roy Demeo (Ray Liotta) lo ingaggia come sicario, assecondando la sua natura omicida. La carriera nella malavita porta Ritchie in vetta al mondo: può comprare una casa più grande e bellissimi gioielli per sua moglie Debbie (Winona Rider). Ma non tutto va come sembra e, costretto a rinunciare alla sua posizione, Ritchie si mette in società con Robert (Chris Evans) con il quale dà inizio a una remunerativa attività omicida.


Negli anni ’60 – decenni prima che il killer del camion frigo di Dexter arrivasse a riscrivere le regole della crime fiction – l’America era alle prese con gli omicidi del malavitoso Richard Kuklinski, soprannominato "l’uomo di ghiaccio" per aver ucciso e poi congelato centinaia di corpi con il suo socio Robert Pronge. Tratto da The Iceman - The true story of a cold blooded killer di Anthony Bruno (romanzo ispirato a una storia vera) il film dell’esordiente Ariel Vromen decide tuttavia di non concentrarsi troppo sull’efferatezza della vita condotta da Ritchie, quanto piuttosto sulla figura stessa del protagonista. Come gangster movie The Iceman è un'opera poco coraggiosa e per nulla originale, che adagia su stereotipi visivi e contenutistici che fanno il verso al cinema di Scorsese. Quando invece il regista si sofferma sul piano del biopic la pellicola diventa più interessante. Merito di uno strepitoso Michael Shannon, che dipinge con sicurezza il ritratto di un uomo mentalmente e moralmente disturbato, capace d'altra parte dei più teneri gesti affettuosi. Mostro e padre amorevole, Ritchie è un personaggio a metà, incompleto dal momento che ogni sua parte non può esistere senza l'altra. Questa dualità trova terreno fertile nelle capacità espressive dell’attore di Take Shelter, nel suo modo nervoso di muoversi all’interno delle quattro mura tanto a lungo agognate ma troppo strette per le sue spalle macchiate di sangue. Al suo fianco una remissiva moglie (Winona Ryder in un ruolo da desperate housewife) in stile anni ’60, tutta votata al nido familiare e al sogno piccolo borghese dell'american way of life. Ecco The Iceman: cliché di genere ravvivati solo da personaggi lievemente abbozzati e macchiettistici; un film che senza l'ottima prova di Shannon sarebbe facilmente scivolato nella sfera delle pellicole dimenticabili.



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