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Tutti pazzi per Rose

14/11/2012 11:00

Erika Pomella

Recensione Film,

Tutti pazzi per Rose

È la primavera del 1958 in Normandia...

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È la primavera del 1958 in Normandia. Rose Pamphyle (Déborah François) lascia il villaggio natale e un padre apparentemente distaccato per tentare la fortuna come segretaria e stare così al passo col mondo in continuo divenire. Louis Echard (Romain Duris) è un assicuratore cinico, reduce della seconda guerra mondiale che ha visto il suo unico amore (Berenice Bejo) sposare il suo migliore amico, Bob (Shaun Benson). Rose e Louis provengono da due mondi diversi, ma quando Rose si presenta allo studio di Louis per il posto di segretaria qualcosa cambia irrimediabilmente. Pur nella sua goffaggine come segretaria, Rose dimostra un grande talento come dattilografa. Louis decide allora di iscriverla alla competizione ufficiale di dattilografia, nella speranza di vederla arrivare a gareggiare per il titolo mondiale. L'allenamento porterà i due ad avvicinarsi sempre di più, finchè il rapporto professionale non rischierà di trasformarsi in qualcosa di più profondo e pericoloso.


Dopo i campioni d'incassi Quasi amici e The Artist e produzioni interessanti come un sapore di ruggine e ossa e la guerra è dichiarata, non sorprende che la Francia si distingua ancora una volta con una commedia piena di grazia e assolutamente irresistibile. Populaire è il primo lungometraggio di finzione di Regis Roinsard, regista che dimostra di essere perfettamente consapevole di ciò che vuol mettere in scena e dello stile privilegiato per veicolare la storia. Appare evidente sin dalle prime battute l'intento di omaggiare la grande tradizione delle commedie americane degli anni '30 e '40, e quelle che vedevano come protagonista Audrey Hepburn. Se, infatti, Déborah François richiama la diva sia nel trucco che nell'eleganza innata, il film si diverte a seminare indizi lungo tutta la diegesi, dal poster della Hepburn che Rose tiene in camera, alla scritta Audrey che campeggia in camerino. Ma è senz'altro nell'interazione tra i due protagonisti che si evince maggiormente il lascito che film come Cenerentola a Parigi hanno lasciato nella coscienza cinematografica di Roinsard. Nelle scene in cui Duris e François si spartiscono lo schermo è quasi del tutto impossibile non rivedere le ombre di William Holden e dell'attrice di Sabrina: le scene tra i due attori francesi sembrano derivare direttamente da Insieme a Parigi. Rose e Louis dividono uno spazio circoscritto - la casa di lui - che presto diventa teatro non solo di divertenti tentativi di coesistenza, ma anche del lento e inevitabile innamoramento.


Roinsard è abile nel prendere questi spunti narrativi vintage e intramontabili reinventadoli in un universo moderno, capace di miscelare alla perfezione la ricostruzione analitica di un'epoca universalmente iconografica come quella degli anni '50 con un'aura di malizia che arricchisce il tono generale del racconto. Sebbene non riesca a raggiungere i livelli della screwball comedy, il regista dirige una commedia sentimentale senza correre il rischio di risultare melenso: evita la minaccia tuffandosi in un'ironia brillante e in toni a volte malinconici, dove il ricordo della guerra appena conclusa getta qualche alone sul senso di perdita e rinascita. Populaire è una commedia spensierata ed elegante che stupisce per i suoi picchi di originalità, riguardanti soprattutto l'espediente che porta i due protagonisti ad innamorarsi. L'amore nasce infatti attraverso le parole, scritte e dichiarate, spesso non dette, spesso pronunciate con troppa foga, al ritmo di una macchina da scrivere. Presentato alla settima edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, Tutti pazzi per Rose è l'esempio attuale migliore di commedia sentimentale. Dopotutto, per dirla come Bob: "France is for love".



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