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The Grey

24/11/2012 12:00

Aurora Tamigio

Recensione Film,

The Grey

John Ralph Ottway (Liam Neeson) lavora come cacciatore in Alaska per proteggere le squadre di perforatori di petrolio dagli attacchi di animali feroci...

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John Ralph Ottway (Liam Neeson) lavora come cacciatore in Alaska per proteggere le squadre di perforatori di petrolio dagli attacchi di animali feroci. In profonda crisi dopo la fine della storia d’amore con la moglie (Anne Openshaw), Ottway è ad un passo dal suicidio. Quando in seguito ad un disastro aereo il mezzo precipita in una delle più inospitali zone dell’Alaska, l’uomo - insieme all’equipaggio di sopravvissuti – dovrà fare i conti con le proprie paure e con una natura ostile.


Negli Stati Uniti ha sbancato i botteghini sin dal primo week end di uscita. The Grey si colloca sulla scia dei tanti disaster movies tanto apprezzati oltreoceano, da The day after tomorrow a Cast Away. Un disastro aereo è lo stacco iniziale che porta alla necessità di sopravvivere in una situazione estrema, tra ghiaccio e lupi. Alle origini della vicenda però Joe Carnahan pone nel suo film un elemento di novità: l’esistenza insoddisfatta del protagonista, dipendente di una piattaforma petrolifera in Alaska, che da un iniziale pensiero suicida si scopre perfetto survivor e cacciatore di belve feroci.


Una pellicola che non tradisce le aspettative, ritmato e colmo di suspance, dove il tema della sopravvivenza è esplorato sapientemente, considerato l’inospitale e straordinario sfondo dell’ambientazione selvaggia tra i ghiacciai dell’Alaska. Joe Carnahan, l’uomo dei box office, pupillo di Tom Cruise e già regista nel 2007 del tarantiniano Smokin' Aces, maestro delle trame d’azione e capace di dirigere star di Hollywood del calibro di Ben Affleck e Ray Liotta, in The Grey si mostra perfettamente a suo agio alla guida di un film adrenalinico e coerente con il genere. Carnahan alterna momenti di pura azione - con inseguimenti, sparatorie fra le nevi, duelli con animali selvatici - e attimi, persino più inquietanti, di analisi introspettiva dei protagonisti, regrediti ad una condizione selvaggia e dunque posti dinnanzi a paure ancestrali, ma spinti progressivamente ai timori del mondo contemporaneo. Il protagonista Ottway si discosta decisamente dallo stereotipo dell’eroe del film d’azione, manifestando il proprio coraggio non solo nelle azioni epiche ma più in generale in una lotta per la sopravvivenza reale – in quanto clima, ambiente e condizioni sono sfavorevoli – ma anche metaforica. Ottway, da sconfitto, la cui esistenza appare senza senso, arriva ad aggrapparsi tenacemente alla vita. Liam Neeson, apparentemente fuori posto in un disaster thriller, dimostra invece, fatta eccezione per qualche melenso momento di flashback sentimentale, una versatilità che le prove degli ultimi anni stentavano a confermare. Lo spalleggiano le interpretazioni di Frank Grillo, il bellicoso Jhon Diaz, e Dermot Mulroney, il problematico Talget. Tratto dal racconto breve Ghost Walkers di Ian Mackenzie Jeffers - coautore della sceneggiatura del film insieme a Carnahan - The Grey è un film avvincente, che intrattiene e sorprende per lucidità di intenti e riuscita complessiva.


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