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Le avventure di Fiocco di Neve

14/12/2012 12:00

Aurora Tamigio

Recensione Film,

Le avventure di Fiocco di Neve

Fiocco di neve è l'unico gorilla bianco al mondo...

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Fiocco di neve è l'unico gorilla bianco al mondo. Allo zoo di Barcellona tutti lo adorano ma i suoi simili lo considerano troppo diverso per accettarlo. Così, con l’aiuto di Miguel, un panda rosso, e di Paula, la bambina che lo adora, Fiocco di neve decide di cercare la Strega del Nord, che esaudisce tutti i desideri, e di chiederle di diventare un gorilla comune. Ma dovrà intraprendere un lungo e pericoloso cammino per sfuggire al superstizioso Thomas, che lo insegue come fosse un amuleto, per scoprire che talvolta esser diversi non è affatto male.


Andrés G. Schaer si ispira alla vera storia del gorilla albino Copito de nieve, star dello zoo di Barcellona fino alla sua morte nel 2003. Fatta eccezione per l’idea di ispirarsi ad un animale realmente esistito per raccontare una storia inventata, nel film di Schaer di originale rimane ben poco. Le avventure di Fiocco di neve sembra riunire suggestioni provenienti da differenti pellicole di genere, in un minestrone riscaldato di animazione quasi mai avvincente. Nell’ambientazione si intravede Madagascar e i suoi bizzarri protagonisti, privata però di quella verve comica; nella ricerca della Strega del Nord che realizza i desideri c’è un’eco addirittura de Il Mago di Oz; nell’eterno motivo del diverso che cerca di essere accettato dai suoi simili si ritrova la tradizione favolistica che parte dal Brutto Anatroccolo e passa per un’infinità di opere. Persino l'unico personaggio riuscito, il divertente Miguel, il panda rosso, non strappa più di qualche sorriso mentre il cattivo del film, Thomas, convinto per superstizione che il gorilla bianco tolga il malocchio, è un idea inspiegabilmente kitch, di difficile comprensione e decisamente inadatta ad un film destinato ai bambini. Una trama ripetitiva, poco coinvolgente e già vista, fatta di inseguimenti e capitomboli più chiassosi che divertenti, un’animazione scadente e un 3D irreale, rendono i protagonisti animali inseriti eccezionalmente male tra personaggi in carne ed ossa - volti più e meno noti del cinema iberico.


Già con Il topolino Marty, cartoon del 2008 che tentava di parlare ai più piccoli di amicizia e abbandono, Schaer aveva mostrato una capacità incerta nel cimentarsi con l'animazione. Le avventure di Fiocco di neve sembra ribadire, a quattro anni di distanza da quell'esordio, la carente abilità del regista. Un prodotto insipido che mostra il livello ancora grezzo della cinematografia spagnola nei confronti del cartone animato, e che porta inoltre a dubitare della necessità - specie in periodo natalizio, nel turbine dell’animazione di qualità già esistente - di un film che rischia di essere oscurato dalle più riuscite e prestigiose produzioni contemporanee per ragazzi.



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