photo

NETFLIX

copertine blog.jpeg

NOW TV

footer
pngwing.com(17)
sis nero

ULTIMI ARTICOLI

I PIÙ LETTI

SOSTIENI IL PROGETTO

Buon anno Sarajevo

04/01/2013 11:00

Erika Pomella

Recensione Film,

Buon anno Sarajevo

Dopo il suo lungometraggio d'esordio Snijeg, vincitore del premio della Semaine de la critique di Cannes nel 2008, la regista Aida Begic sceglie di nuovo la Cro

20971-.jpeg

Dopo il suo lungometraggio d'esordio Snijeg, vincitore del premio della Semaine de la critique di Cannes nel 2008, la regista Aida Begic sceglie di nuovo la Croisette della Costa Azzurra per presentare il suo nuovo lungometraggio, Buon anno Sarajevo, pellicola che ha conquistato un buon riscontro e una menzione speciale dalla platea della sezione Un Certain Regard. Presentato in moltissimi festival internazionali e candidato bosniaco per la corsa agli Oscar 2013, Djeca è la storia di due fratelli che si muovono, persi e spaventati, lungo i confini di un paese che cerca di rialzare la testa dopo il conflitto che l’ha devastato.


Rahima (Marija Pikić) ha ventitre anni e lavora, con un contratto che ne lede la dignità, in un ristorante gestito da un uomo losco. Abbandonati i sogni della sua adolescenza, Rahima è costretta ad abbassarsi a questo lavoro anche per riuscire a prendersi cura del fratello Nadim (Ismir Gagula) che va ancora a scuola. Proprio a scuola il ragazzo, durante una rissa, finisce con il rompere il telefono cellulare di un suo compagno, nonché figlio di un pezzo grosso. L’evento sarà l’inizio di una serie di accadimenti che porteranno la ragazza più vicina alla vera natura del fratello che, a sua insaputa, conduce una sorta di doppia vita.


Se Snijec si concentrava sulla lotta per la sopravvivenza di un gruppo di donne dopo la dipartita dei loro mariti per via della guerra, con Buon anno Sarajevo la regista va più a fondo, raccontando la disillusione del cosiddetto sogno bosniaco, una mera utopia di rinascita dopo il conflitto bellico degli anni Novanta. Rahima e Nadim sono due protagonisti inconsapevoli di un contesto socio-culturale devastato dalla portata di una guerra infame che i più tendono a voler dimenticare. In una città distrutta e tentacolare nella propria deformità, Nadim viene accusato di essere orfano: non più, quindi, motivo di compassione, ma di alterigia e vessazioni. Essere orfani, per Rahima e Nadim, agli occhi della società è come una colpa, perché la mancanza di genitori non fa che rimandare l’immagine vivida della propria disfatta. La situazione disperata in cui imperversano i due giovani non è altro che la prova tangibile del conflitto avvenuto e dell'abbaglio collettivo di un sogno di liberazione e rinascita. Sarajevo diventa protagonista indiscussa dell’intera vicenda e teatro di una trasformazione che non arriva mai al proprio compimento. La dimensione in cui i personaggi si muovono, tra rovine e costruzioni moderne, è una sorta di limbo: i giovani come Nadim conoscono solo la guerra e il periodo successivo. Quelli come lui non sanno niente di ciò che altre generazioni definiscono vita normale. Ed è da questa mancanza che derivano tutti i gesti di Nadim e ai quali Rahima è chiamata a rispondere. Aida Begic restituisce allo spettatore questo senso di vuoto e di assenza grazie ad uno stile quasi glaciale, desiderosa di celare il proprio personale punto di vista per non intralciare la reazione istintiva di un pubblico il più delle volte ignaro delle condizioni in cui la Bosnia vive. Si mostrano indovinate anche le scelte del cast: i due protagonisti sembrano essere stati colti dalla quotidianità più reale. Marija Pikić, in particolare, restituisce un ritratto toccante e sfrontato: sottopagata e disperata, la ragazza cerca nell’Islam una via d’uscita dalla propria condizione. Il velo che ostinatamente indossa diventa una sorta di armatura contro il resto del mondo, anche contro lo stesso fratello reo di aver attirato su di loro un infausto destino.


sisbianco
sisbianco

un progetto di Piano9 Produzioni

cinemadvisor
Silenzioinsala.com Â© | All Right Reserved | Powered by Vito Sugameli

Disclaimer legale
SilenzioinSala.com è un blog culturale e divulgativo gestito da appassionati di cinema, senza alcuno scopo di lucro. Non rappresenta una testata giornalistica ai sensi della Legge n. 62/2001, poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità regolare e senza struttura redazionale organizzata. Tutti i contenuti pubblicati – articoli, recensioni, approfondimenti e immagini – hanno esclusivamente finalità informative, educative e critiche, in pieno rispetto della normativa sul diritto d'autore (L. 633/1941, art. 70 e seguenti). Le immagini utilizzate (come locandine, fotogrammi, still promozionali, loghi, ecc.) sono di proprietà dei rispettivi titolari dei diritti (produttori, distributori, artisti, ecc.) e vengono impiegate unicamente a scopo illustrativo e senza fini commerciali. Se un contenuto visivo pubblicato risultasse lesivo di diritti di proprietà intellettuale, invitiamo i titolari a contattarci per richiederne la modifica o la rimozione, che sarà effettuata con tempestività. SilenzioinSala.com declina ogni responsabilità civile e penale per un eventuale utilizzo improprio, illecito o strumentale dei contenuti da parte di terzi. Il sito può ospitare banner pubblicitari gestiti da circuiti esterni, il cui unico scopo è contribuire alla copertura dei costi tecnici e di gestione (hosting, manutenzione, domini, ecc.). La presenza di tali annunci non costituisce in alcun modo promozione o approvazione da parte nostra dei prodotti o servizi pubblicizzati. Non siamo responsabili per eventuali contenuti ingannevoli o dannosi presenti nei materiali promozionali visibili tramite il sito. Per maggiori informazioni clicca qui.