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Upside Down

09/01/2013 11:00

Maurizio Encari

Recensione Film,

Upside Down

Melancholia, Another Earth, 4:44 Last Day On Earth sono solo alcuni degli ultimi titoli di un certo spessore, i primi due usciti anche nelle sale italiane, ad a

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Melancholia, Another Earth, 4:44 Last Day On Earth sono solo alcuni degli ultimi titoli di un certo spessore, i primi due usciti anche nelle sale italiane, ad aver usato la fantascienza come ponte/punto di partenza per raccontare storie intime e profonde che esulano dal concetto stesso del cinema di genere, per toccare tematiche di più ampio respiro (filosofiche, romantiche o spirituali). Ultimo esponente del genere, che ha trovato una distribuzione italiana grazie alla neonata ma attivissima Notorious Pictures, è Upside Down, secondo lungometraggio di Juan Diego Solanas, figlio d'arte di uno dei più noti registi argentini e qui per la prima volta alle prese con un budgdet più che considerevole ottenuto dalla co-produzione franco-canadese, che ha permesso di avere nel cast un duo di volti giovani e famosi come Kirsten Dunst e il sempre più emergente Jim Sturgess.


Due mondi coesistono uno accanto all'altro, ognuno con la propria gravità. Ma uno è povero e schiavizzato dall'altro, e i contatti tra gli abitanti dei due pianeti sono rigorosamente vietati. Adam (Jim Sturgess) ed Eden (Kirsten Dunst) si conoscono da bambini sulla sommità di due picchi dove i due mondi si incontrano, e tra di loro nasce un intensa storia d'amore. Ma un giorno vengono scoperti dalle autorità e brutalmente divisi, tanto che Adam ritiene la sua amata sia morta in seguito a una brusca caduta durante la messa in atto della loro cattura. Ma anni dopo il ragazzo, ormai uomo, rivede Eden in un programma televisivo, e si dimostra pronto a tutto pur di poterla riabbracciare, ignaro che la donna in seguito al rovinoso incidente del passato abbia perso la memoria.


Non si può certo negare che Juan Diego Solanas sia dotato di un estro visivo affascinante e sperimentale, tanto che, complici i discreti effetti speciali, la coesistenza di questi due mondi inversi e limitrofi offre spazio ad alcune sequenze indubbiamente suggestive e non prive di una certa poetica. Un'inventiva visiva e registica purtroppo accompagnata da una sceneggiatura debole e colma di incongruenze e forzature, soprattutto nel finale. La diversità delle rispettive forze di gravità infatti viene modificata a piacimento a seconda dell'occasione, rendendo le leggi fisiche di questo universo del tutto fuorvianti e inverosimili, lasciando anche un certo senso di spaesamento nello spettatore. Se a questo si aggiungono delle interpretazioni sottotono, soprattutto da parte dei due protagonisti (la Dunst sembra completamente estranea al suo personaggio) e un buonismo incomprensibile, Upside Down non può che ritenersi un'occasione fallita, un'operazione autoriale lasciata anch'essa in assenza di gravità. Un film che non sa dove andare, e non toccando né la vetta né il fondo, si colloca in quella folta lista di pellicole dal grosso potenziale sprecato.



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