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La madre

20/03/2013 12:00

Marco D'Amato

Recensione Film,

La madre

Nel 2008 il regista spagnolo Andy Muschietti e la sorella Barbara scrissero e diressero un cortometraggio horror, Mama, che ebbe notevole fortuna e calamitò su

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Nel 2008 il regista spagnolo Andy Muschietti e la sorella Barbara scrissero e diressero un cortometraggio horror, Mama, che ebbe notevole fortuna e calamitò su di loro le attenzioni di pubblico e addetti ai lavori. A cinque anni di distanza, grazie alla supervisione mecenatesca di Guillermo Del Toro, sempre molto attento a quello che si muove nei sotterranei dell'orrore, quel corto è diventato la base del primo lungometraggio di Muschietti che cura anche la sceneggiatura assieme alla sorella, produttrice. Il terreno su cui si muovono gli horror movies è molto spesso minato: tra ondate di deja-vu e scivoloni nel ridicolo, per sfornare un lavoro di qualità bisogna dosare alla perfezione molti ingredienti. I Muschietti bros. partono con il piede giusto lavorando su una storia originale e intrigante che, anche se accusa alcune battute a vuoto, riesce nell'intento di assicurare intrattenimento e un buon numero di brividi.


Jeffrey (Nikolaj Coster-Waldau) uccide la moglie e scappa con le sue figlie Victoria (Morgan McGarry) e Lilly (interpretata dalle gemelle Maya e Sierra Dawe). La loro fuga finisce all'interno di una baita in rovina nel bel mezzo di un bosco: Jeffrey, disperato, vorrebbe uccidere le due bambine per poi suicidarsi ma viene ucciso da una gigantesca creatura dalle sembianze femminili. Cinque anni dopo il fratello gemello di Jeffrey, Lucas (sempre Coster-Waldau), che ha instancabilmente finanziato le ricerche per trovare le due bambine scomparse, riesce finalmente a ritrovarle all'interno della baita e le porta a vivere in casa sua assieme alla fidanzata punk rocker Annabel (Jessica Chastain). Victoria (Megan Charpentier) e Lilly (Isabelle Nelisse) sono cresciute come piccole selvagge, accudite da un'entità misteriosa che loro chiamano "Mama". Lo psichiatra Dreyfuss (Daniel Kash) sospetta che una delle bambine sia schizofrenica ma la realtà è decisamente peggiore. Sarà Annabel a lottare fino alla fine per strappare Victoria e Lilly dalle grinfie di Mama (Javier Botet).


Muschietti veicola l'attenzione dello spettatore su due binari paralleli, raccontando da una parte il lato orrorifico della vicenda, con le continue manifestazioni del “mostro”, dall'altro punta più sul giallo, mostrando l'affannosa ricerca del dottor Dreyfuss sulle tracce dell'origine di Mama. Forte e convincente l'idea di trasferire i più tipici sentimenti materni (l'amorevolezza, la cura dei figli, ma anche la gelosia e la difesa del nido) in una colossale creatura, a cui dà mimica e corpo il caratterista spagnolo Javier Botet. Inquietante e divertente allo stesso tempo la scena in cui Annabel, aiutata da Victoria, rassetta casa, mentre nella stanza di fianco Lilly gioca con qualcuno che in casa non ci dovrebbe essere. I sussulti ci sono, e mai a buon mercato, ma ad intrigare lo spettatore è soprattutto la battaglia tra Mama, alla ricerca di un riscatto per la sua tragica storia, e Annabel, vera protagonista della vicenda, un personaggio che la sempre bravissima Jessica Chastain riesce a rendere credibile, combattiva e allo stesso tempo umana ed estremamente divertente, cosa alquanto rara negli horror. Questo dualismo che pervade tutto il film riesce a lasciare in disparte qualche scelta di sceneggiatura poco felice e alcuni momenti di stanca che non giovano al risultato complessivo (la visita della zia). Una pellicola sicuramente non trascendentale ma che ha nella sua originalità e nel carisma della Chastain una marcia in più.



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