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Quando meno te lo aspetti

04/06/2013 11:00

Erika Pomella

Recensione Film,

Quando meno te lo aspetti

Laura (Agathe Bonitzer) è una donna che sogna il grande amore...

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Laura (Agathe Bonitzer) è una donna che sogna il grande amore. Quando incontra Sandro (Arthur Dupont), trova, concentrate in quest'ultimo, tutte le sue migliori fantasie sentimentali, ancor di più visto che la sera in cui si sono conosciuti lei perde una scarpa come la famosa Cenerentola. Ma l’amore è volubile, e tempo due mesi Sandro vede la sua amata invaghirsi di Maxime (Benjamin Biolay), un musicista dall’aria maledetta, modellato per spezzare cuori; come se non bastasse, il perdente in amore deve vedersela anche con altri problemi. Suo padre Pierre (Jean-Pierre Bacri), uomo razionale e cinico, dopo una predizione che gli annunciava la data della sua morte, a distanza di pochi giorni dall’ora x, comincia a manifestare segni di superstizione e paura, uniti al fastidio di avere in casa la ex compagna con le di lei figlie. Laura, poi, sentendosi trascurata dal padre e dalla matrigna vanitosa ed egoista, si rifugia nell’affetto della zia Marianne (Agnes Jaoui), donna separata che sta per incrociare la strada di Pierre.


Racconto corale dai forti accenti tragicomici, Quando meno te lo aspetti, alla leggerezza dei toni, controbilancia una profondità d’intenti che si rispecchia nella smodata ricerca, da parte dei realizzatori, delle fondamenta della fede, intesa non solo come culto religioso, quanto piuttosto come quell’afflato umano che si palesa nel bisogno viscerale di credere in qualcosa. Amore, speranze, sogni e cinismo si prendono per mano in questa pellicola briosa e a tratti disarmante. Al centro del racconto c’è una vasta galleria di personaggi sopra le righe, esagerati nelle reazioni così come nelle ambizioni, che si lasciano trascinare nell’ingorgo dell’esistenza dalla forza dei propri desideri. Così come Laura insegue l’ombra di sogni fiabeschi, allo stesso modo Pierre vede sgretolarsi la propria personalità, che cade – un brandello alla volta – sotto l’incedere della possibile, prossima, morte. La sceneggiatura di Jean-Pierre Bacri – che, a detta dello stesso, molto deve al fortunato musical di Stephen Sondheim, Into The Woods – pesca a piene mani dalla tradizione favolistica mondiale, con richiami che vanno da Cenerentola a Biancaneve. Senza celare la propria fonte d’ispirazione, Bacri erige un edificio diegetico fatto di toni sognanti, di situazioni surreali ma al tempo stesso divertenti. A tutto questo si accompagna la regia forsennata di Agnes Jaoui che si svaga, senza attimi di pausa, dietro la macchina da presa, prodigandosi in zoomate, carrellate e artifizi stilistici che non hanno altro compito se non quello di accompagnare il ritmo del racconto in un continuo, divertente e sboccato sogno ad occhi aperti.



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