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Se sposti un posto a tavola

12/07/2013 11:00

Angelica Tosoni

Recensione Film,

Se sposti un posto a tavola

Mancano pochi minuti al banchetto di nozze di Marie, ma i segnaposto di un tavolo degli ospiti si sparpagliano a terra...

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Mancano pochi minuti al banchetto di nozze di Marie, ma i segnaposto di un tavolo degli ospiti si sparpagliano a terra. Eric ex fidanzato di Marie e la giovane sposa, non conoscendo l’esatta disposizione, sistemano i segnaposto casualmente. Grazie a questo “errore” i destini degli invitati, seduti a quel tavolo si incontrano e si sovrappongo. Ma se l’ordine dei posti fosse stato differente?


Destino e scelta personale sono i due estremi del nucleo tematico di Se sposti un posto a tavola: “Cosa accadrebbe se...” è l’interrogativo che la regista Christelle Raynal si pone, innescando situazioni divertenti che si fondano su filoni narrativi alla Sliding Doors. Un matrimonio, un ragazzo innamorato, una moglie tradita, una coppia in crisi, uno sposo allocco, una donna alla ricerca dell’amore, un aspirante artista e una sposa che ama un altro: questi gli ingredienti di un film gradevole e cesellato da qualche gag gustosa e ben riuscita. Nulla di speciale, sia chiaro, ma nulla di stonato in una pellicola che strizza l’occhio alla commedia degli equivoci, incentrandosi tutto sulle interpretazioni degli attori.


Diretto con pregio, il cast si concede totalmente in un film corale in cui ogni personaggio ha il peso giusto. Non c’è approfondimento psicologico, ma schizzo e tratteggio. La leggerezza del tratto tuttavia non impedisce allo spettatore di identificarsi con i protagonisti del film che abbinano fragilità e comicità. Christelle Raynal ama il racconto e i suoi personaggi: tutto si incastra con dovizia, i tempi comici sono rispettosi dell’intreccio, delle interpretazioni e gli attori danno prova di eclettismo. Sebbene Se sposti un posto a tavola sembri ribaltare le giravolte del destino nelle circonvoluzioni della narrazione, il film non è divertissement autocompiaciuto, ma una spensierata incursione tra le nevrosi, le lacrime e le gioie di una variopinta umanità. La vita che vorremmo - pare affermare Christelle Raynal - è a portata di mano, è sufficiente virare la fatalità verso i propri desideri ed il proprio volere. Una gradevole commedia estiva che non riserva eclatanti sorprese, ma neppure delude. Tra gli attori, tutti a proprio agio e garbati, spicca Audrey Lamy che sostenuta dall’incantevole personaggio Marjorie, regala i momenti di maggiore divertimento e coinvolgimento.



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