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The Spirit of '45

09/09/2013 10:00

Angelica Tosoni

Recensione Film,

The Spirit of '45

“L’idea centrale era la condivisione della proprietà in modo che tutti potessero trarre beneficio dalla produzione e dai servizi...

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“L’idea centrale era la condivisione della proprietà in modo che tutti potessero trarre beneficio dalla produzione e dai servizi. Nessuna élite si sarebbe arricchita a discapito di tutti gli altri. Era un’idea nobile, popolare e acclamata dalla maggioranza della popolazione. Era Lo spirito del 1945. Forse oggi è il momento di ricordarsene”. Attraverso filmati d’epoca e interviste contemporanee ai protagonisti della ricostruzione inglese del dopoguerra, Ken Loach esprime un approccio politico alla realtà sociale che esalta il singolo nella collettività. Il film in bianco e nero è una vera e propria dichiarazione di principi. The Spirit of ‘ 45 non è rifacimento storico né una rielaborazione storiografica; piuttosto la testimonianza documentaria per mettere in evidenza le responabilità della politica e il suo fondamento etico. La passione del leader laburista Aneurin Bevan nel difendere i diritti della working class inglese, che per la prima volta poteva vivere in abitazioni dignitose, sorprende la platea proprio per l’impegno morale.


A livello strutturale, il film di Loach assume una circolarità che rispecchia totalmente la necessità di riconoscere e di riappropriarsi dello spirito del ’45. I frammenti che aprono la pellicola sono quelli che lo chiudono, il passato e la contemporaneità sono i due estremi che idealmente uniscono il ricordo al proposito. Ripercorrere gli anni in cui la vittoria del Partito Laburista permise il raggiungimento di importanti traguardi economici, politici, sanitari e culturali significa, nell’attuale momento storico, affermare con forza che una politica differente è possibile.


Uscita vincente dal secondo conflitto mondiale, la classe lavoratrice inglese partecipava concretamente al bene comune. Minatori, pescatori, infermieri, operai, tutti quanti erano messi nelle condizioni di godere dei benefici della rinascita inglese, chiunque ne era protagonista e artefice. Il senso di unità indusse il popolo inglese a immaginare e costruire una società migliore e la vittoria del Partito Laburista, nelle prime elezioni post belliche, fu la naturale conseguenza. L’avvento del nuovo governo determinò cambiamenti sociali che fecero del Regno Unito una nazione animata dalla compartecipazione e dalla condivisione. Loach non ammette contradditorio. La raccolta di filmati d’epoca e di interviste sostiene la tesi del regista in modo univoco. Le immagini d’altronde confermano il valore del sistema sanitario nazionale, l’importanza della nazionalizzazione della rete ferroviaria, dell’acqua e della luce, l’adeguatezza dei contratti collettivi. L’avvento della lady di ferro Margaret Thatcher e la privatizzazione in tutti gli ambiti economici e sociali vanificò il progresso raggiunto con la vittoria del partito laburista. Solo in questi istanti il film adotta l’ottica critica. Il resto della pellicola si alimenta di uno sguardo non nostalgico, ma fiducioso: comprendere il passato per cambiare il futuro. The Spirit of ‘45 non è un'opera di facile approccio, talvolta esige dallo spettatore una grande attenzione, eppure è una pellicola necessaria. La portata semantica valica i confini inglesi. Al termine della visione rimane il confronto tra l’ottimismo di ieri e lo scetticismo di oggi, il paragone tra la morale politica e l’opportunismo politicante. Da qui occorre ripartire.


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