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Black Star - Nati sotto una stella nera

08/10/2013 11:00

Marco D'Amato

Recensione Film,

Black Star - Nati sotto una stella nera

Gianluca (Luca Di Prospero), Gabriele (Gabriele Geri) e Giulietto (Vincenzo Zampa) sono tre amici che stanno cercando di coronare tra mille difficoltà il loro s

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Gianluca (Luca Di Prospero), Gabriele (Gabriele Geri) e Giulietto (Vincenzo Zampa) sono tre amici che stanno cercando di coronare tra mille difficoltà il loro sogno: creare e allenare una squadra che dia la possibilità di giocare a calcio a tutti gli immigrati che popolano il quartiere di Pietralata, ristrutturando il campo locale ormai semi-abbandonato. A opporsi al loro progetto ci sono i residenti storici del quartiere, guidati dal disoccupato Marcello (Alessandro Procoli) che è in realtà tenuto in pugno dall’affarista Galassi (Emanuele Salce) disposto a restituirgli lavoro e dignità in cambio della sua collaborazione. La loro raccolta firme porta al blocco del progetto dei tre amici che decidono di barricarsi all’interno del campo con tutta la squadra per evitare lo sfratto. Quando due ragazzi, Kabir (Martin Chisimba) e Samuel (Giuseppe Takyi) hanno uno scontro violento con Coccodrillo (Andrea Simonetti) e Kabir viene arrestato, il sogno dei ragazzi sembra andare in frantumi ma il destino e un pallone porterà i due gruppi a riconciliarsi.


Qualsiasi appassionato di calcio dilettantistico a Roma conosce la storia della Liberi Nantes Football Club: nata nel 2007, è la prima squadra al mondo interamente composta da giocatori vittime di emigrazione forzata e rifugiati richiedenti asilo provenienti dai paesi più disparati di Africa e Asia. Da anni milita nel campionato di Terza Categoria (la serie-base del dilettantismo romano) e gioca le sue gare al campo XXV Aprile a Pietralata, quartiere della periferia nord-orientale dell’Urbe. Ispirandosi a questa incredibile storia di violenza, integrazione e amore per lo sport, il regista Francesco Castellani, con il patrocinio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, dirige questo Black Star ambientandolo proprio a Pietralata, dentro e fuori il campo XXV Aprile, vero centro della storia e narratore d’eccezione a cui presta voce e sentimenti Marco Marzocca. Castellani riesce nell’intento non semplice di realizzare una commedia fresca e piacevole su un argomento molto difficile, senza assolutamente tralasciare i temi forti che fanno da base alla trama. Si potrebbe obiettare su qualche faciloneria di troppo nella sceneggiatura (il razzismo è solo uno schermo per interessi personali, la crisi che impedisce alle persone di ragionare come farebbero normalmente) ma il film riesce a divertire facendo riflettere allo stesso tempo e questa è l’unica cosa che conta. Belle le musiche di Morricone e Bufalo Kill e prestazione convincente di tutto il cast. Il film termina con l’inquadratura della scultura del Monumento al Migrante Ignoto costruita da Sprout (Denis Imberti e Stefano Tasca) e regalata dagli autori alla Liberi Nantes.



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