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Il castello magico

24/12/2013 12:00

Aurora Tamigio

Recensione Film,

Il castello magico

Tuono è un gattino abbandonato che, spaesato dai turbini della città, trova riparo in una casa gigantesca che, si dice, sia incantata...

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Tuono è un gattino abbandonato che, spaesato dai turbini della città, trova riparo in una casa gigantesca che, si dice, sia incantata. Le bizzarrie del castello si paleseranno presto agli occhi di Tuono nell’incontro con Lawrence, anziano buffo padrone di casa e con il suo “esercito” di oggetti animati e animali parlanti. Il gatto sarà subito accolto nel gruppo, e ben presto si unirà alla battaglia degli abitanti della casa contro il malvagio Daniel, nipote di Lawrence, intenzionato ad impossessarsi della casa.


Non c’è Natale senza animali parlanti e buoni sentimenti. Così Jeremy Degruson e Ben Stassen – quest’ultimo solo recentemente cimentatosi nel documentario naturalistico di raffinatezza tecnica con l’apprezzabile African Safari 3D – al loro terzo film d’animazione dopo Le avventure di Sammy e Sammy 2 - La grande fuga, virano sul tema classico affiancando ad un gatto timido, una compagnia di giocattoli viventi e un vecchino dal cuore d’oro.


La risposta belga all’animazione made in USA, dopo due film ambientati sui fondali marini - copie sbiadite di Alla ricerca di Nemo, si realizza nella mano di Degruson e Stassen con una pellicola finalmente competitiva nello stile e nei contenuti con le produzioni statunitensi. Nettamente migliorata è non solo la tecnica d’animazione ma anche la scrittura del film che sviluppa idee originali e uno sguardo indipendente, mescolando la tradizione degli animali antropomorfizzati con il più recente immaginario del giocattolo che prende vita. Il tutto nel contenitore, classico ma divertente, del castello incantato e del messaggio veicolato: l’unione che fa la forza, contro un antagonista mosso da intenzioni realistiche tra le più crudeli. Sebbene la strada per raggiungere i capolavori Disney, Pixar e Dreamwork, sia ancora piuttosto lunga – ingenuo l’umorismo, troppo fisiche le gag, ripetitivo l’impianto comico, prevedibile il finale e soprattutto rivolto ancora soprattutto ad un pubblico di piccoli il contenuto del film – i due registi rivelano una sensibilità per l’animazione intelligente e un gusto maturato rispetto alle prime due pellicole. Soprattutto nei moderni personaggi del coniglio Jack e della topina Maggie, è evidente l’appresa lezione del cinismo e della comicità un po’ scorretta che piace ai bambini e ai grandi. Tra un’immagine che si fa di gran lunga molto più bella che in passato, qualche timido colpo di scena e un impianto che rincorre la favola contemporanea più dell'adventure, Il Castello Magico è un film buono e leggero, che diverte e promette di essere una rampa di lancio per un futuro competitivo dell’animazione europea.



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