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The LEGO Movie

20/02/2014 12:00

Martina Calcabrini

Recensione Film, Batman, Film Animazione, lego,

The LEGO Movie

Un racconto spumeggiante, ambientato nel mondo colorato dei mattoncini più famosi del mondo

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Talentuosi, scaltri, sagaci. Phil Lord e Chris Miller, reduci dal successo di Piovono Polpette 2 - La rivincita degli avanzi in veste di produttori, tornano dietro la macchina da presa per firmare la regia di The Lego Movie in 3D nativo, film d'animazione eccentrico e spumeggiante che si serve di temi e stilemi del famoso franchise per spronare lo spettatore a liberare la propria fantasia.


Nella società di Lord Bussiness (Will Ferrell) tutti gli abitanti rispettano la regole che egli stesso ha imposto. Nessuno si è accorto, però, che intende utilizzare la sua arma segreta - il krafen, una colla super efficiente - per fare in modo che l'ordine prestabilito di ogni cosa non possa più essere modificato. Quando Emmett (Chris Pratt), comune operaio edile, si imbatte accidentalmente nell'unico pezzo lego in grado di fermare il tiranno, viene identificato nell'eroe della profezia. Aiutato dalla talentuosa Wyldstyle (Elizabeth Banks), il ragazzo scoprirà di possedere il talento necessario per riuscire a salvare il mondo.


Il mondo ultrapop dei lego è basato sull'accatastamento geometrico e schematico di ogni singolo mattoncino e sull'omologazione dei suoi abitanti. Abituati ad agire solo seguendo le regole dei manuali, gli omini hanno sempre il sorriso e affrontano le difficoltà della vita con filosofia e positività pensando che tutto ciò che li circonda sia meraviglioso. Quando l'abitudinario Emmett viene catapultato in una realtà disordinata, caotica e imprevedibile, ha problemi a farsi accettare perchè non sa usare il proprio istinto nè improvvisare: si sente un diverso, un emarginato, un freak. Non essendo consapevole del talento che rende speciale ogni persona, Emmett si comporta esattamente come gli altri si aspettano che si comporti. Solo quando imparerà ad accettare le proprie debolezze e a controllarle, liberando la sua vera essenza, il protagonista riuscirà a dimostrare che l'originalità di un individuo, se unita a quella degli altri, può rappresentare un valore aggiunto non solo per se stesso, ma anche per la comunità. Sebbene la pellicola sia un ibrido tridimensionale di stop motion, digitale e CGI, i registi seguono i personaggi da vicino, li rincorrono, li assistono nel passaggio da un mondo all'altro e gli tendono la mano nel momento del bisogno. Phil Lord e Chris Miller guidano personalmente i protagonisti e gli spettatori verso la difficile accettazione di sè stessi nella propria interezza, utilizzando leggerezza, ironia e un pizzico di satira. Finiscono nell'occhio del ciclone anche i protagonisti storici delle grandi saghe cinematografiche come Star Wars e Il signore degli anelli, o dei grandi comic movie come Batman, Superman e Lanterna Verde: vengono smascherati e mostrati come semplici uomini, con i loro pregi e difetti. In The Lego Movie fotogramma dopo fotogramma, mattone su mattone, emerge un romanzo di formazione, nonostante troppi buoni sentimenti e qualche calo di ritmo.



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