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La mossa del pinguino

08/03/2014 12:00

Gabriele di Grazia

Recensione Film,

La mossa del pinguino

Dopo una carriera di tutto rispetto, Claudio Amendola, figlio d’arte ed interprete di pellicole indimenticabili come Soldati - 365 all'alba e Mery per sempre di

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Dopo una carriera di tutto rispetto, Claudio Amendola, figlio d’arte ed interprete di pellicole indimenticabili come Soldati - 365 all'alba e Mery per sempre di Marco Risi, si pone per la prima volta dietro la macchina da presa per dirigere una tra le più divertenti e riuscite commedie italiane degli ultimi anni, La mossa del pinguino, storia incredibile di quattro uomini perdenti che ad un certo punto della loro vita si ritrovano a fare i conti con se stessi e i propri sogni. Nel cast Ennio Fantastichini, Ricky Memphis, Edoardo Leo, co-autore della sceneggiatura insieme ad Amendola, Antonello Fassari e Michele Alberico.


È il 2005. Bruno (Edoardo Leo), un eterno Peter Pan incapace di prendersi le proprie responsabilità, coinvolge l’amico di sempre Salvatore (Ricky Memphis) in un’impresa impossibile: formare una squadra di curling e partecipare alle Olimpiadi invernali del 2006. Salvatore, a malincuore, decide di assecondare l’ennesimo sogno di Bruno, e con lui recluta Neno (Antonello Fassari), uno strozzino di borgata incredibilmente bravo nel gioco del biliardo, e Ottavio (Ennio Fantastichini), un vigile urbano in pensione annoiato dalla vita. L’intenzione di Bruno è quella di risolvere i suoi tanti problemi economici ed essere considerato per una volta nella vita un vincitore dalla moglie Eva (Francesca Inaudi) e dal figlio Yuri (Damiano De Laurentiis). Riuscirà la strampalata armata Brancaleone a tenersi in piedi sui pattini e a qualificarsi per i giochi olimpici?


Tra Full Monty - Squattrinati organizzati e Cool Runnings - Quattro sottozero, la pellicola diretta da Amendola stupisce per la sincerità ed il garbo impiegati nel raccontare uno spaccato drammatico del nostro Paese, sempre più alle prese con il problema del precariato e della mancanza di lavoro. Girato nelle periferia sud di Roma, il film si differenzia dalle tante commedie italiane degli ultimi anni proprio perché tocca con mano la realtà popolare della città senza edulcorarla o imprigionarla in facili stereotipi, mostrando scorci di vita vissuta e personaggi genuini capaci di far immergere il pubblico nelle vicende rappresentate sullo schermo. La mossa del pinguino porta in scena una comicità drammatica di grande impatto che diverte e commuove allo stesso tempo, complici una sceneggiatura ben scritta ed una colonna sonora emozionante che ben si sposa con le immagini del film. Ottimo tutto il cast, in particolare Fantastichini e Fassari: nei panni di due burberi arrabbiati con la vita ma ancora in grado di aprire il proprio cuore ad un’ultima occasione di felicità, i due interpreti regalano, forse, una tra le più importanti ed indimenticabili interpretazioni della loro carriera. Tra i tanti momenti comici ben congeniati, la pellicola si concede anche il lusso di citare opere monumentali come Rocky e Momenti di gloria, raggiungendo alti livelli di pathos e avvicinando così maggiormente il pubblico alla disciplina del curling, uno sport ancora poco conosciuto e non macchiato dalle logiche del mercato, scelto dal regista proprio in rappresentanza di princìpi universali come il senso del sacrificio ed il gioco di squadra.


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