
Violenza, sopraffazione, odio: sin dall’antichità , la storia del popolo brasiliano è costellata di soprusi e di orrori che ne hanno segnato inesorabilmente il destino. Luiz Bolognesi, famoso nel panorama nazionale per la sceneggiatura de Le migliori cose del mondo, siede in cabina di regia per firmare Rio 2096 - Una storia di amore e furia, un'epopea storica e favolistica che utilizza un'animazione policroma e vivace per far riflettere gli spettatori sui veri valori di ogni nazione. 1560, Rio de Janeiro. Durante il periodo della colonizzazione, Abeguar, guerriero degli indios Tupinambas, viene scelto dagli dei per proteggere il suo popolo dai dominatori stranieri. Per realizzare la sua missione, l’uomo viene trasformato in un uccello, attraversa secoli di lotte e riacquista sembianze umane soltanto quando riconosce la sua amata Janaina in una donna del tempo. E così, l’uomo vive sulla propria pelle la schiavitù ottocentesca, le rivolte studentesche del ’68 e, persino, la guerra futuristica contro il monopolio dell'acqua. Una natura incontaminata viene selvaggiamente aggredita da uomini armati che calpestano fiori, sradicano alberi e imprigionano tutte le sue creature per esporle in circhi itineranti. Altri uomini, invece, vengono messi in catene, privati di qualsiasi diritto, venduti nei mercati e ridotti in schiavitù. Costretti a lavorare le terre di padroni avari e prepotenti, i brasiliani non riescono ad assaporare le piccole gioie della vita, non sono liberi di manifestare le proprie idee e non possono essere felici. Passano le epoche e durante la dittatura militare del 1968, alcuni giovani attaccano il governo, lo derubano e cercano di boicottarlo dall’interno, finendo per consumare gli ultimi giorni della loro vita in prigione. Sebbene non sembri esistere la possibilità di sfuggire alla morsa violenta del destino, il popolo brasiliano continuerà a combattere anche nel futuro, quando le multinazionali si accaparreranno il monopolio dell’acqua e priveranno gli uomini del diritto alla sopravvivenza. Bolognesi costruisce un accurato affresco storico in cui i paesaggi ameni si sposano perfettamente con l’animazione propria della graphic novel e con le tinte cyberpunk in stile Blade Runner. Realizzando una narrazione in prima persona in cui convivono la storia, la leggenda e la cruda realtà , il regista si avvicina al protagonista, lo protegge e lo eleva a metafora della lotta sempiterna tra bene e male. Rio 2096 - Una storia di amore e furia, lontano da qualsivoglia sfumatura melensa e melodrammatica, si rivela un ottimo film d’animazione che, attraverso una grafica semplice ed essenziale, ricorda agli spettatori la costruzione di un futuro migliore passa attraverso la conoscenza del proprio passato.