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La preda perfetta - A Walk Among the Tombstones

20/09/2014 11:00

Marco D'Amato

Recensione Film,

La preda perfetta - A Walk Among the Tombstones

1999...

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1999. Alle soglie di quello che americani chiamano Y2K (l’anno 2000), nel pieno della follia per il millennium bug, Matthew Scudder (Liam Neeson) fa l’investigatore privato senza licenza, dopo aver lasciato la polizia qualche anno addietro. Dopo una riunione degli alcolisti anonimi viene raggiunto dall’artista cocainomane Peter Kristo (Boyd Holbrook) che lo conduce dal fratello Kenny (Dan Stevens), un ricco trafficante di droga che lo ingaggia per rintracciare gli aguzzini della moglie e vendicarsi. Matthew seguirà la pista di una serie di omicidi simili, con l'aiuto di TJ (Brian “Astro” Bradley), un ragazzino senza famiglia.


Matthew Scudder è uno dei più noti personaggi del giallista americano Lawrence Block: dopo aver lasciato la polizia e aver combattuto la dipendenza dall’alcool, Matthew diventa un detective privato, un giustiziere della città sui generis. Il regista e sceneggiatore Scott Frank porta sul grande schermo il personaggio creato da Block adattando il racconto A walk among the tombstones - si tratta della seconda apparizione cinematografica di Scudder: la prima risale al 1986 con Jeff Bridges nei panni del detective privato in 8 Milioni di modi per morire. Nulla di rivoluzionario in questo film, che si mantiene tuttavia su buoni standard di qualità: il ritmo è sempre alto, la trama sufficientemente intricata e avvincente, le atmosfere cupe beneficiano di quel tocco pulp, un po' sadico, che non guasta mai. Buona la prova degli attori, su cui spicca un convincente Liam Neeson. Pur con qualche banalità - il rapporto Matthew-TJ, la decisione sulla moralità di accettare l’incarico e i soldi di un trafficante di droga, l’atmosfera apocalittica da fine millennio - non c’è dubbio che A walk among the tombstones funzioni. Scene come il rendez-vous al cimitero, l’interrogatorio di Loogan e il finale rimangono sicuramente impresse. Il film è solido, concreto, diretto e privo di fronzoli proprio come la regia di Scott Frank che, pur senza stupire, tira fuori una pellicola che si lascia guardare con interesse sino alla fine.



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