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Maze Runner - Il labirinto

05/10/2014 10:00

Martina Calcabrini

Recensione Film, film-fantascienza, maze-runner, hunger-games,

Maze Runner - Il labirinto

Svegliarsi in futuro apocalittico

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Un luogo impervio, selvaggio e brutale - protetto da un ostile labirinto meccanico - si rivela la prigione entro cui vengono immessi giovani uomini, cavie e vittime sacrificali. Facendo leva sul segreto che aleggia intorno all'evento, il regista in erba Wes Ball (autore di numerosi video documentari su Star Trek) firma Maze Runner - Il labirinto, fantasiosa trasposizione cinematografica dell'omonimo romanzo di James Dashner.


Il giovane Thomas (Dylan O'Brien) si risveglia, inspiegabilmente, in una gabbia. Solo, spaesato e completamente privo di ricordi, viene accolto da alcuni compagni che hanno vissuto la sua stessa esperienza. Costretti a passare le loro giornate in una radura inospitale - fortificata da un labirinto in continua mutazione e abitata dai Dolenti, creature mostruose e velenose - i ragazzi aspettano pazientemente la comparsa mensile di un nuovo arrivato. Quando, infine, arriva Theresa (Kaya Scodelario), la prima ragazza della comunità, il gruppo dovrà riuscire a trovare il modo per aggirare tutti gli ostacoli del posto e fuggire il più lontano possibile.


Un futuro drammaticamente apocalittico, un mondo perverso e distopico e una società rigidamente patriarcale accolgono l’arrivo di Thomas con una freddezza e una disillusione agghiaccianti. Figli di un’era senza sogni e speranze, i suoi compagni di avventura seguono ciecamente le regole, ammonendo qualsiasi tendenza all'improvvisazione e alla fantasia, consapevoli che gli invalicabili muri di pietra segnano il confine tra la vita e la morte. Thomas, però, è diverso dagli altri: curioso, incosciente e coraggioso, è disposto a sacrificare la propria vita pur di salvare un compagno e di scoprire gli oscuri segreti che lo circondano. Proprio per questo, sfida i Dolenti e studia minuziosamente i movimenti delle pareti meccaniche che li cingono, fino a divenire parte integrante del labirinto organico che li ingloba. Decidendo volutamente di realizzare una narrazione confusa e sfuggente, per fare in modo che il punto di vista dello spettatore converga con quello del protagonista sin dalle prime inquadrature, gli sceneggiatori James Dashner e Noah Oppenheim elargiscono fuochi, suoni alterati, grida tormentate e voci esagitate per evidenziare lo spaesamento costante dei personaggi. Adottando le sfumature teen di Hunger Games e la violenza gratuita di Battle Royale, il regista Wes Ball si muove sinuosamente tra le sezioni del labirinto, studiandone gli anfratti più bui e tempestosi, per esaltarne il lato enigmatico grazie anche alla fotografia di Enrique Chediak (127 ore). Ball dipinge il suo protagonista Thomas come un moderno Signore delle mosche capace di plasmare l’ambiente circostante a seconda delle sue esigenze, un Teseo sfrontato e impertinente, un giovane uomo razionale e perspicace che utilizza velocità e astuzia per aggirare i pericoli dell’ambiente. Maze Runner – Il labirinto si rivela un’opera intrigante e coinvolgente che, elargendo buoni sentimenti e giocando con il labile confine tra realtà e fantasia, ricorda a tutti l’importanza di mettersi in gioco per superare la propria finitezza.


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