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La foresta di ghiaccio

13/11/2014 12:00

Riccardo Cotumaccio

Recensione Film,

La foresta di ghiaccio

La foresta di ghiaccio è il secondo lungometraggio diretto da Claudio Noce, già balzato all'attenzione della critica per l'ottimo esordio Good Morning Aman...

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La foresta di ghiaccio è il secondo lungometraggio diretto da Claudio Noce, già balzato all'attenzione della critica per l'ottimo esordio Good Morning Aman. Il film - presentato al nono Festival del Film di Roma, in anteprima nella sezione “Cinema d’oggi” – è arricchito da un cast notevole dove, tra i volti noti di attori come Adriano Giannini e Ksenia Rappoport, spicca l'interpretazione del regista bosniaco Emir Kusturica.


Una tempesta incombe minacciosa sullo sfondo. Pietro (Domenico Diele), un tecnico specializzato, arriva nella valle per riparare un guasto alla centrale elettrica in alta quota, in un ambiente profondamente chiuso e freddo. All'improvviso, però, il giovane si trova di fronte ad una strana sparizione: il suo collega Lorenzo (Adriano Giannini) si è volatilizzato. Da lì a poco si consuma lo scontro tra il giovane Pietro e i due fratelli, Lorenzo e Secondo (Emir Kusturica), abitanti e lavoratori della zona. Quando il ragazzo comprende l’origine della sparizione, le tensioni esplodono e comincia un gioco di accuse in cui nessuno dei protagonisti è immune dal sospetto, neppure Lana (Ksenia Rappoport), una zoologa esperta di orsi che vorrà scavare fino in fondo a questo mistero per capire il perché della scomparsa, intrisa di dubbi e incognite.


Quella diretta da Claudio Noce è una storia di vendetta, amore e odio, amicizia e tradimento ma anche senso di appartenenza. Una vicenda frammentaria che si serve di un tema sociale (l'immigrazione) per assemblare un film di genere, tanto caro alla tradizione cinematografica nostrana. La foresta di ghiaccio si segue difficilmente: tra vuoti di sceneggiatura e una trama talvolta disorganica, sequenze molto profonde rischiano di diventare di ostica comprensione anche per lo spettatore più avvezzo allo stile enigmatico del regista romano. L’aura di mistero che Noce infonde alla sua pellicola è infatti talvolta imprecisa e tende a lasciare spazio a troppe incognite e a pochi chiarimenti. La foresta di ghiaccio è un noir ambizioso, ma gelido e anaffettivo. Non solo lo sfondo storico (l'ambientazione è al confine italo-sloveno) ma anche lo splendido spettacolo della valle del Chiese, in Trentino - tra la centrale del Cimego, i boschi di Roncone e la valle di Daone - non appaiono sufficientemente valorizzate da una regia a tratti confusa. La riuscita degli esigui dialoghi si deve soprattutto alla presenta nel cast di eccellenze - tra cui anche Kusturica - ma, trovandosi all’interno di un progetto dalla coerenza altalenante, anche le migliori interpretazioni non riescono risollevare le sorti del film.



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