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The Rover

21/12/2014 11:00

Maila Miotto

Recensione Film,

The Rover

In una Sidney deserta, popolata da pochi personaggi pervasi da solitudine e diffidenza, morte, guerra e disillusione sono aloni di cittadine disperate e misteri

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In una Sidney deserta, popolata da pochi personaggi pervasi da solitudine e diffidenza, morte, guerra e disillusione sono aloni di cittadine disperate e misteriose. Eric (Guy Pearce) rivuole la sua auto, rubatagli da una banda di uomini disperati e in fuga. Reynolds (Robert Pattinson) conosce il degrado della vita ed è stato abbandonato dai suoi compagni. Quando i loro destini di incrociano, entrambi sono alla ricerca di qualcosa.


David Michôd torna alla regia con The Rover, quattro anni dopo il pluripremiato Animal Kingdom. Come spesso accade, da un regista che ha alle spalle almeno un film dal nome altisonante, dotato di successo e riconoscimenti (Animal Kingdom ha trionfato al Sundance Film Festival 2010 e Jacki Weaver è stata candidata per l'Oscar alla Miglior Attrice Non Protagonista) ci si aspetterebbe, alla successiva creazione, qualcosa di altrettanto grande. Quasi mai questo accade. Nella filmografia di Michôd The Rover segue un'eccellenza: non la eguaglia ma neppure la delude totalmente. Un'opera di alti e bassi, instabile e incerta, ma non del tutto fallimentare.


A una sceneggiatura zoppicante e piuttosto scarna (non fosse per le interviste rilasciate dal regista, il film lascia poco intendere l'epoca e la situazione storica di riferimento), Michôd affianca una regia più decisa che riesce a ricavare da un esile script una storia che ha consistenza e carattere. Un plauso particolare va senz'altro alla fotografia di Natasha Braier che, con colori scolpiti e un po' antichi, diventa corrispettiva dei due protagonisti. L'ambientazione polverosa, un po' da frontiera, è ciò che davvero rende il film credibile e comprensibile, trasmettendo la giusta dose di inquietudine e la sensazione di vuoto che forse era nelle intenzioni di David Michôd. Sebbene i dialoghi siano spesso mancanti e non particolarmente arguti, le ottime interpretazioni dei due attori restituiscono pathos all'intera vicenda: se Pattinson è ormai vicino a riscattare del tutto i propri esordi teen, Guy Pearce è un protagonista disperato e tragico che raccoglie in sé tutta la solitudine ispirata dalla vicenda, una condizione esistenziale imprescindibile che lo spettatore non può far altro che accettare. E da accettare – più di buon grado rispetto ai deludenti dialoghi – sono anche i silenzi che Eric e Rey condividono, affrontando con dignità il proprio riscatto o la propria fine. Nella trattazione del tema della giustizia, infatti, The Rover assume fattezze più affascinanti e diventa una pellicola dal sapore western-apocalittico: la giustizia sociale, in contrasto a un mondo in cui il degrado e la violenza arrivano a giustificare anche gli atti di morte; la giustizia personale, bramata da Eric, che invoca aiuto ma finisce per fare affidamento solo su sé stesso e sul proprio nemico.



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