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Asterix e il regno degli dei

16/01/2015 11:00

Aurora Tamigio

Recensione Film, CineComics,

Asterix e il regno degli dei

Nel 50 a...

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Nel 50 a. C. il villaggio dei Galli Asterix e Obelix è l'ultimo rimasto da conquistare ai Romani di Giulio Cesare. Stanco di fallire nei tentativi militari, il generale decide di privare i galli della loro principale risorsa, il famoso bosco: Cesare lo farà abbattere e vi farà costruire un quartiere residenziale per romani nobili, “Il regno degli dei”. Mentre la tribù si fa corrompere dal lussuoso “resort”, il saggio druido Panoramix scorge il pericolo e affida ad Asterix ed Obelix l'incarico di risolvere la situazione.


Quando alla fine degli anni Cinquanta René Goscinny e Albert Uderzo ideano i personaggi di Asterix e Obelix e la loro allegra tribù di indomiti Galli, strenuamente dediti alla resistenza degli arroganti Romani di Giulio Cesare, ancora non sapevano che le loro strisce a fumetti sarebbero diventate un cult. Dopo una folta serie di cartoni animati e ben quattro film (in cui Obelix ha il volto – e la prestanza – di Gerard Depardieu), ciò che mancava alla collezione era solo un'opera in CGI. A firmare questa nuova avventura sono due fan d'eccezione: il regista Louis Clichy - animatore cresciuto niente meno che fra i santuari Pixar - e lo sceneggiatore (e co-regista) Alexandre Astier, creatore della serie tv Kaamelott. Per osare un restyling in computer grafica, occorrevano veri cultori dei disegni di Uderzo: se la novità deve apparire inevitabilmente straniante agli ammiratori più datati, c'è da dire che il film di Clichy e Astier ha traghettato senza troppi traumi Asterix e Obelix nell'era 3D.


L'episodio di Asterix e il regno degli dei è una pietra miliare: soggetto è il celebre albo del 1971, il diciassettesimo della serie, unica storia - oggi incredibilmente attuale - in cui le mani di Cesare si poggiano sul bosco del Galli, anche se solo per un momento. Risultato di una delle idee più preziose provenute dalla penna di Goscinny, Asterix e il regno degli dei mostra il primo vero scontro culturale fra i saggi barbari e i “civilizzati” Romani, in cui i primi fanno i conti con un modello di società sconosciuto. Nel 1971 la Francia è in fermento, strade e piazze si riempiono e - a modo suo - anche Goscinny partecipa alle contestazioni, facendo affrontare ai suoi Galli il modello“proto-capitalistico” di Giulio Cesare. Da un lato Asterix e Obelix diventano i difensori dell'ambiente, contro l'edilizia senza freni dei conquistatori, dall'altra incontrano i Romani e provano a comprenderli, mettendo in pausa le azioni militari. Un episodio “politico” che tuttavia resta uno dei più esilaranti della serie. Clichy recupera motivi e tormentoni dai fumetti: non solo l'invincibile pozione, cui segue immancabile scazzottata finale – ma anche il linguaggio, le esagerazioni e la satira all'antenato francese, svampito e un po' volubile, quanto all'italiano/romano, inevitabilmente fanfarone. I protagonisti sono i soliti adorabili Galli: Asterix, più burbero del solito, che resiste strenuamente al miraggio del lusso romano e Obelix, che presta il suo grande cuore a conoscere i rivali. New entry un irresistibile Legionario ossessionato dai “sindacati” degli schiavi. Animazione moderna e una storia senza tempo, sulle note di una colonna sonora pop (e un po' vintage) su cui i Romani fanno jogging.


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