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The Reach - Caccia all'uomo

10/07/2015 11:00

Livia Restano

Recensione Film,

The Reach - Caccia all'uomo

Il Premio Oscar Michael Douglas produce e interpreta The Reach - Caccia all’uomo, un thriller a fiato corto diretto da Jean-Baptiste Léonetti...

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Il Premio Oscar Michael Douglas produce e interpreta The Reach - Caccia all’uomo, un thriller a fiato corto diretto da Jean-Baptiste Léonetti. Il film è la trasposizione cinematografica del romanzo Deathwatch di Robb White, scrittore di successo negli anni ’60 e autore di sceneggiature di classici come La casa fantasma e I tredici fantasmi.


Ben (Jeremy Irvine) è cresciuto tra le lande desolate del deserto del Nevada, che conosce come nessun altro posto al mondo. Di professione accompagna i turisti a caccia, mostrando loro come muoversi e sopravvivere sotto al sole cocente e senza fonti d’acqua. John Madec (Michael Douglas) è un ricco uomo d’affari a cui lo sceriffo di zona ha dato uno speciale permesso di caccia fuori stagione. Un omicidio durante una battuta, darà il via a una vera e propria fuga per la vita di Ben. Testimone del delitto, questa volta il ragazzo dovrà occuparsi della propria incolumità per sopravvivere a un cacciatore spietato: Madec.


Atmosfere e fotografia da western, ma rivisitato in chiave moderna. Il personaggio di John Madec è, usando le parole di Michael Douglas, “un Gordon Gekko in versione West Coast”. Come Gekko, anche Madec è convinto che nella vita si debbano collezionare trofei e, proprio come lui, vive nell’illusione che i soldi possano comprare tutto e tutti. La natura del personaggio si rivela mano a mano che la narrazione procede: la telecamera è ipnotizzata dal suo sguardo sicuro, da vero antagonista. Ben, sua nemesi, è idealista e incorruttibile; conosce i territori desertici del sudovest e si occupa della sopravvivenza dei propri clienti. Durante tutto il film Ben e John sono soli in un deserto pericoloso e violento, colmo di solitudine e tristezza. Il paesaggio brullo del New Mexico è reso indimenticabile da una fotografia mozzafiato, in stile Dune di David Lynch. E il deserto, vero protagonista del film, piega inesorabilmente il destino delle vite dei protagonisti alla sua volontà. Il tema della fuga per la sopravvivenza non è niente di nuovo nel panorama cinematografico. The Reach si unisce al filone thriller, lasciando lo spettatore col fiato (neanche troppo) sospeso per le sorti del povero Ben, vittima della crudeltà di Madec. La performance degli attori protagonisti è convincente, nonostante Douglas non abbia dato il meglio di sé (il suo un Gordon Gekko in versione John Wayne, ma molto più cattivo) e Jeremy Irvine sia ancora troppo giovane. La vera spettacolarità del film sta nella messa in scena, nelle commoventi inquadrature delle sconfinate distese desertiche che assumono tutte le tonalità di rosso e blu.



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