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Suspiria

09/09/2015 11:00

Riccardo Cotumaccio

Recensione Film, Film Horror, suspiria,

Suspiria

L'opera più dark di Dario Argento

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Susy Benner (Jessica Harper) sbarca a Friburgo, dove si trova per per iscriversi alla prestigiosa Accademia di danza. L’aeroporto è tetro, il buio avvolge le strade, un diluvio fa precipitare la città nel caos: da subito i presentimenti sono tutt’altro che positivi. Sarà l'incontro con una ragazza in preda al panico, Patricia (Eva Axén), il suo successivo assassinio e l'ingresso di Susy in Accademia a cambiare definitivamente il corso degli eventi.


L'Accademia di Friburgo è avvolta da un’atmosfera ambigua, mai distesa. La cinica, spietata miss Tanner (un'eccezionale Alida Valli) semina inquietudine. Una strana spossatezza assilla Susy. Vermi dal soffitto, pipistrelli in camera, rantoli nell’oscurità, compagne di stanza scomparse: il mistero da risolvere è qualcosa di troppo grande persino da immaginare.


Suspiria è il primo film dichiaratamente horror a firma di Dario Argento. Siamo nel 1977 e, a due anni di distanza dall’incantevole e acclamato Profondo Rosso, il regista prende - dolcemente, ma con grande coraggio - le distanze dal thriller per sviluppare un filone più dark e paranormale, meno legato alle logiche investigative tipiche delle opere precedenti. E le intenzioni sono da subito evidenti. La tensione di Profondo Rosso è qui esasperata: in Suspiria le scenografie reali lasciano spazio al bizzarro; i colori equilibrati passano il testimone a caotici caleidoscopi di luce; i personaggi (meno caratterizzati) sono vittime di un gioco più grande, impotenti di fronte al grande nemico invisibile che è la stregoneria. Ciò che rende Suspiria un film imprescindibile nella filmografia del suo autore è il mix che Argento fa tra i generi: il primo assassinio – la morte di Pat – ricalca alla perfezione il modus tipico dei thriller, mentre lo sviluppo della trama guarda oltre cercando atmosfere più surreali.


Le luci e i colori sono fissati l'uno con l'altro come splendidi "mattoncini" perfettamente incastrabili. Il rosso fa da sfondo a moltissime scene, parete o luce che sia; viola e blu si alternano con armonia quasi pittoresca, concedendo al film un’instancabile aurea di tensione e originalità. La cornice di Suspiria è così perfetta che l’estrema sufficienza di alcune interpretazioni (in primis quella della monotematica Jessica Harper) passa tranquillamente in secondo piano. Spicca invece per bravura la terrorizzante Miss Tanner di Alida Valli) e di un giovane Miguel Bosè nei panni di Mark. La colonna sonora dei Goblin, neanche a dirlo, fa nuovamente scuola e, dopo l’apparentemente insuperabile successo di Profondo Rosso, regala agli amanti dell'horror uditivo un evergreen da brividi.



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